giovedì 4 agosto 2011

Oratorio di Santa Cita

L'Oratorio del Rosario di Santa Cita, unitamente all'Oratorio di San Lorenzo, rappresenta la massima espressione del genio artistico di Giacomo Serpotta. Nessuna foto può rendere l'emozione del visitatore che direttamente posa lo sguardo sulle figure che emergono dagli spazi parietali: grazie alla cura del maestro stuccatore palermitano per le espressioni, gli sguardi, i gesti, gli atteggiamenti, esse sembrano prendere vita, intessendo un fitto dialogo tra loro e con gli astanti.
Fu costruito nella seconda metà del Seicento. Committente: la Compagnia del Rosario, nata nel 1570 per dedicarsi all'assistenza dei bisognosi ed alla preghiera in remissione dei peccati. A realizzare l'addobbo decorativo, riccamente barocco, venne chiamato il grande Serpotta, che tra il 1685 ed il 1718 (gli ultimi due anni dedicati ai decori del presbiterio) diede vita ad un'opera che coniuga la bellezza terrena (spesso espressa secondo i canoni del nascente stile rococò) e l'umanità di putti e figure muliebri con i continui richiami al trascendente, a Cristo ed ai Misteri.
Durante i recenti lavori di restauro sono stati rinvenuti sulle pareti dell'Oratorio pregevoli disegni preparatori del Serpotta.
L'Oratorio è attiguo alla Chiesa di Santa Cita - San Mamiliano.








SX: Il Presbiterio e la parte anteriore dell'aula.
DX: Affresco del 1718 di Vincenzo Bongiovanni. - Assisa sull'Arco Trionfale la figura muliebre allegoria della "Fede".


La pala dell'altare neoclassico reca "La Madonna del Rosario" (1695) di Carlo Maratta o Maratti (1625-1713).



SX:  In piedi sulla mensola, "Ester", figura che racconta (Libro di Ester) l'episodio biblico con protagonista la moglie del re persiano Assuero che, grazie all'incrollabile fede in Dio, salvò il popolo ebraico dal crudele generale Aman che ne aveva deciso il genocidio. - Nel teatrino prospettico: "Gesù nel Tempio".
DX: Sulla mensola, "Guditta", reinterpretata in abiti settecenteschi. Allegoria - dal Libro di Giuditta - del debole che con la Fede nel Signore prevale sul forte e malvagio (Oloferne, la cui testa decapitata giace ai piedi della donna). - Nel teatrino prospettico: "Crocifissione"


I MISTERI GLORIOSI E LA BATTAGLIA DI LEPANTO

Sulla parete di fondo, un manto retto da un gran numero di putti fa da sfondo alla rappresentazione dei Misteri Gloriosi. Al centro spicca il rilievo con la Battaglia di Lepanto. Sotto, seduti sull'architrave, due fanciulli appartenenti alle opposte fazioni, testimoniano con il loro aspetto dimesso, la crudeltà della guerra che sempre punisce sia i vincitori che i vinti.





SX: La "Battaglia di Lepanto" combattuta tra vascelli cristiani e turchi e vinta dai primi per intercessione della Santa Vergine. Simboleggia la vittoria della Fede.
DX: Nel riquadro in alto, rilievo con "Incoronazione della Santa Vergine Maria".



SX.b:" Resurrezione di Cristo"
DX.a: "Gesù ascende in cielo quaranta giorni dopo la resurrezione".




SX.a: "Assunzione in corpo ed anima di Maria in Cielo"
DX.b: "La Pentecoste (discesa dello Spirito Santo, 50 giorni dopo la Pasqua, sulla Chiesa nascente in Gerusalemme).






I MISTERI GAUDIOSI

"Annunciazione", "Visitazione", "Natività",
"Presentazione di Gesù al Tempio".




Nell'immagine, le figure allegoriche che
rappresentano la "Pace" a SX e la "Legge" a Dx.



< Il primo "teatrino" della parete SX reca " L'Annunciazione".
La figura allegorica a sinistra rappresenta " L'Accoglienza".
Nei due teatrini si racconta: l' "Annunciazione" e "Maria visita Elisabetta". Sedute sulla mensola: figura muliebre, suonatrice di liuto, affiancata da un agnello che richiama la Mansuetudine ed Angelo che reca una cornucopia.



SX: Nel "teatrino" la "Natività".
I putti sulle mensole sono effigiati nell'atto, giocoso, di imitare la scena rappresentata sotto di loro.
DX: Teatrino con "Presentazione di Gesù al Tempio".



I MISTERI DOLOROSI

Nella parete Sx: "Gesù nell'orto del Getsemani",
"Flagellazione", "Imposizione della corona di spine",
"Ascesa al Calvario", "Crocifissione".







SX: L'altorilievo incorniciato dal "teatrino" racconta l'episodio di Gesù nell'Orto del Getsemani.
DX: "La flagellazione"



SX: "Imposizione della corona di spine sul capo di Gesù".
DX: "Teatrino" con "La Veronica che asciuga con il suo velo il volto di Gesù durante l'ascesa al Monte Calvario" ed, in chiusura, "la Crocifissione".



SX: Le figure allegoriche rivolgono lo sguardo l'una verso l'altra a sottolineare la continuità del racconto evangelico.
DX: Particolare della parte superiore dell'addobbo decorativo.



SX: Angiolini adagiati sopra realistici festoni di fiori e frutti.
DX: Nella foto, il "Telamone" che sostiene uno dei capitelli ai lati degli ingressi. In basso è visibile un tratto dello panche in legno d'ebano ricche di artistici intarsi in madreperla. Tali sedili, durante le cerimonie, erano riservati ai Confrati.


La serpe che emerge da una cornice è (con la lucertolina)
il simbolo con cui Giacomo Serpotta solitamente firmava
le sue opere più importanti.



L'ANTIORATORIO

Portale in pietra di Giuseppe Giacalone (1606).





SX: Splendidi simulacri della Madonna del Rosario e di San Domenico. DX: Tela con Gesù che salva Pietro dalle acque.



Sopraporta con dipinto floreale.





SX: Affreschi neoclassici sulla volta (1782). I due angiolini al centro reggono lo stemma della Compagnia del Rosario.
DX: Affreschi con motivi vegetali ed animali sulla volta a specchio dell'antioratorio. Nel tondo: Sant'Agata.



SX: "Santa Rosalia", amata patrona dei palermitani. DX: Tondo realizzato a fresco con "Sant'Anna".



Sotto il tondo con Sant'Oliva si legge il 1782 quale anno
di realizzazione degli affreschi.






SX: Sopraporta con edifici classici e paesaggio. DX: Veduta marina dipinta nel sopraporta.



L'ESTERNO

L'ingresso dell'Oratorio di Santa Zita ("Cita" in dialetto toscano), alquanto sobrio, non lascia immaginare al visitatore il fastoso apparato decorativo interno. Il progetto viene attribuito all'Architetto Nicolò Peralta attivo verso la metà del '700.



I decori barocchi del portale esterno.
Sul timpano lo stemma della Compagnia
del Rosario su cui campeggia un tralcio di rose.





Lo scalone in marmo che conduce all'antioratorio reca questo affresco con la "Madonna del Rosario e Santi Domenicani".




SX: Loggetta aperta sul vano scala dalla quale si intravede l'affresco con la Madonna del Rosario.
DX: Loggiato risalente alla fine del cinquecentesco, a duplice ordine, con archi a pieno centro su colonne doriche. Dal giardino si può accedere all'attigua Chiesa di Santa Cita - San Mamiliano










SX: Portale in pietra di Giuseppe Giacalone (1686) affiancato dal busto marmoreo di Giacomo Serpotta (10 marzo 1656- 27 febbraio 1732), posto nel 1932 in ricorrenza del bicentenario della morte.
DX: Prospetto posteriore.





Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen

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1 commento:

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