giovedì 14 luglio 2011

Chiesa di Santa Maria La Nova



A Piazza San Giacomo La Marina, a metà strada tra la Vucciria ed il porticciolo della Cala, fa bella mostra di sé la facciata dalle linee di gusto gotico-catalano palesemente ispirate a quelle ben più conosciute della Chiesa di Santa Maria della Catena. Molto eleganti si presentano le tre arcate a sesto ribassato del portico e le piccole arcate cieche che decorano i pilastri angolari. A partire dal 1339 in quel luogo fu realizzato un piccolo ospedale con oratorio, voluto dalla nobile e ricca Famiglia De Cesario-Pagano, per assistere i pellegrini portatori di malattie. La prima pietra dell'attuale edificio di culto fu posta nel 1534. L'opera fu definita soltanto nel 1582. Sopra il loggiato, sul finire del cinquecento, fu costruito un nuovo oratorio (oggi in disuso). Il relativo prospetto in stile gotico venne realizzato nell'ottocento. La chiesa fu sede di un gruppo di confrati che, mossi da spirito pietoso, istituirono la "Deputazione per la redenzione dei Cattivi" con la caritatevole finalità di liberare i cristiani prigionieri (captivi) dei turchi offrendo a quest'ultimi, a titolo di riscatto, le cospicue somme frutto di elemosine e donazioni dei fedeli sensibili alle sorti dei fratelli di fede. La denominazione di Santa Maria La Nova potrebbe derivare dall' "antico" edificio di culto parimenti intitolato a Maria sui cui resti sorse il "nuovo" tempio.
La chiesa, lontana dai circuiti turistici, accoglie il visitatore in una atmosfera ovattata che ben si presta al raccoglimento ed alla preghiera.
La foto di Leo Sinzi mostra sulla sinistra la seicentesca Chiesa di San Sebastiano a Porta Carbuni.


SX: L'effige della Vergine con Bambino su un capitello cinqucentesco del portico.
DX: Particolare delle arcate a sesto ribassato del portico gotico-catalano.


Prospetto laterale su via Giovanni Meli.
Visibile l'esterno della cupola ottagonale.


SX:PORTALE INGRESSO PRINCIPALE. Sulla cornice della trabeazione è collocato un medaglione in stucco con la stella a otto punte, simbolo mariano.
DX: La volta a crociera del portico cinquecentesco. Le chiavi di volta, molto accentuate, colpiscono l'occhio del visitatore.













L'interno si sviluppa su tre navate divise da un leggero colonnato che regge arcate a tutto centro.










Le navate confluiscono nell'originaletribuna ottagonale (1568) da cui si diparte l'abside dai pregevoli decori serpottiani. Gli stucchi barocchi che ornavano l'intera tribuna, per scelta architettonica, sono stati totalmente asportati nei primi anni del '900 nel corso di uno dei numerosi restauri.







La Cupola ottagonale, luminosa e spartana, copre la tribuna.

















 La volta è ad archi ellittici con decori monocromi in stucco.




La parete d'ingresso presenta un l'arioso portale con frontone spezzato. Una nicchia all'interno del timpano  ospita la statua di Sant'Alessio, protettore di viaggiatori e pellegrini.














La navata di destra si apre con questo
" Angelo Custode" (Sec. XVIII).




 






Sulla navata destra si trova la spaziosa (e unica) Cappella di Santa Maria La Nova (XVIII Sec.).




Sull'altare della Cappella questa splendida "Madonna e Santi" di Antonio Manno (1739-1810). Sulla parete destra della Cappella questo dipinto su tavola di ardesia raffigurante "Cristo e la Vergine" (Sec.XVII).






















Sulla volta della Cappella si possono ammirare gli affreschi settecenteschi con l'Immacolata circondata dai quattro Evangelisti Addossati alle pareti della Cappella tre Monumenti funebri di membri della Famiglia Giancardo.









SX: Sul pavimento, innanzi la Cappella di Santa Maria la Nova, si trova questa lapide sepolcrale provvista di botola. DX: Coretto della navata destra decorato con foglie e festoni in stucco di mano serpottiana.





SX: "Transito della Vergine" di Antonio Manno (1739-1810). Antonio, con i fratelli Francesco,Vincenzo e Salvatore, faceva parte di una famiglia di rinomati pittori. DX: Madonna dai richiami bizantini.


TRIBUNA OTTAGONALE


















Il primo nicchione della Tribuna (partendo da destra) ospita questa mirabile Madonna. 
Segue: "Ritrovamento della Croce" (fine XVI Sec.) di G. Musca




Sull'altare dell'abside, sorretto da due Serafini e sormontata
da Angiolini e Spirito Santo (stucchi di Procopio Serpotta),
questa tela di Pietro Albina (1590 ca.- 1626) con "L'Immacolata".




Sull'arco che immette nella tribuna questo cartiglio
retto da angiolini serpottiani.



Uno dei grandi Angeli dell'abside
realizzati da Procopio Serpotta (1679-1755)
figlio del grande Giacomo.





Stucchi serpottiani dell'abside (1754).




Fonte battesimale.




Il lato sinistro della Tribuna ottagonale.




SX: "Deposizione di Cristo" (Sec. XVIII) di autore ignoto.
DX: "Martirio di Santa Caterina d'Alessandria" (1584) del cremonese Giovanni Paolo Fondulli.



"Cuore di Gesù" e "Immacolata Concezione". 


NAVATA DI SINISTRA





La navata di sinistra si apre con la tela
raffigurante la "Sacra Famiglia e Santa Rosalia",
opera di Antonio Manno (1739-1810), discepolo di Vito D'anna.




















SX: Crocifisso ligneo (Sec. XVIII).
DX: "L'Addolorata" il cui fercolo, il venerdì santo, viene portato in processione per le vie del quartiere dai Confrati dei Cassari.



"Madonna di Monserrato con Santa Ninfa,
Sant'Antonio Abate, San Sebastiano
e San Nicola di Bari" di Antonio Manno.




Stucchi rococò della navata centrale.




Acquasantiera cinquecentesca.




Particolare del prospetto laterale del secondo ordine aggiunto nel XIX sec.




Foto e didascalie di Leo Sinzi (zio-silen)

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono un assiduo frequentatore di questo blog.
Lo trovo molto interessante, complimenti allo zio Silen.
Antonino

zio-silen ha detto...

Ringrazio Antonino per l'assidua frequentazione di questo luogo e gli auguro un Felice Natale.