domenica 8 maggio 2011

Ricordando Edmondo De Amicis: "A mia madre"




A mia madre


Non sempre il tempo la beltà cancella
o la sfioran le lacrime e gli affanni:
mia madre ha sessant'anni,
e più la guardo e più mi sembra bella.

Non ha un accenno, un guardo, un riso, un atto
che non mi tocchi dolcemente il core;
ah, se fossi pittore,
farei tutta la vita il suo ritratto!

Vorrei ritrarla quando china il viso
perch'io le baci la sua treccia bianca,
o quando, inferma e stanca,
nasconde il suo dolor sotto un sorriso

Pur, se fosse il mio prego in ciel accolto,
non chiederei di Raffael da Urbino
il pennello divino
per coronar di gloria il suo bel volto;

vorrei poter cangiar vita con vita,
darle tutto il vigor degli anni miei,
veder me vecchio, e lei
dal sacrificio mio ringiovanita.


(Edmondo De Amicis)





Postata da zio silen

1 commento:

carmelo ha detto...

Questa bellissima poesia mi ricorda la mia adolescenza frequentavo la terza elementare ed è stata la seconda poesia che ho imparato a memoria,la prima è stata "Pianto antico "del Carducci.Bei ricordi di gioventù spensierata.Grazie , per un attimo si dimenticano gli anni sulle nostre spalle