martedì 24 maggio 2011

Oratorio dei Terziari Secolari alla Gancia

Il visitatatore che in questo periodo, causa lavori di recupero e conservazione, trova sbarrrato il portone della stupenda Chiesa di Santa Maria degli Angeli che domina il Cortile Gancia, può lenire la delusione attraversando il bel portico gotico-catalano che si apre sulla destra della Gancia stessa e godersi i pregiati affreschi cinquecenteschi del portico, il pozzo dalle linee armoniose e soprattutto le strette trame barocche che decorano l'Oratorio detto "dei Pescatori" per via dell'affresco con la scena evangelica della "Pesca miracolosa".
Il piccolo locale concesso dai Padri francescani, nel 1615, alla Congregazione dei Terziari Secolari che lo dedicarono a Santa Maria degli Angeli, presenta forma squadrata, priva di cappelle e (oggi) priva altari. L'attenzione di quanti ne varcano la soglia è immediatamente attratta dal vasto manto di stucchi e affreschi che secondo il gusto barocco copre le quattro pareti e la volta a botte senza soluzione di continuità.




Il portale gotico catalano che dal Cortile Gancia
immette nel chiostro dell'ex convento francescano.




Il cortile del chiostro la cui pavimentazione
è costituita da ciotoli e piccole basole composte
con motivi geometrici. Al centro il pozzo barocco.




I due portali d'accesso all'Oratorio.




Sull'architrave dei portali la scritta
"Oratorium Terziarorum".




Al centro della volta un festone di stucco dorato incornicia l'affresco con la Vergine Maria che consegna l'Indulgenza a San Francesco. Gli affreschi vengono attribuiti a Vincenzo Bongiovanni che operò a cavallo tra il XVII ed il XVIII secolo dipingendo, tra l'altro, "La Madonna di Guadalupe appare a Juan Diego" nella vicina Chiesa della Gancia.




Nella parete di sinistra, circondata dagli stucchi
di Giuseppe Serpotta, la raffigurazione dell'episodio
evangelico con San Pietro che riceve le chiavi da Cristo.




"Tentazione di San Francesco".




Sulla parete destra, tra putti, cavalli marini ed elementi vegetali (simbolici) realizzati -con tratto più raffinato di quello del fratello Giuseppe- dal grande Giacomo Serpotta (1656-1732), si trova l'affresco con "La pesca miracolosa".




"Estasi di San Francesco".




Un tratto della volta con i decori serpottiani.




Ovale incorniciato in una ghirlanda in stucco dorato
recante uno dei re del popolo ebreo.




Nella volta la raffigurazione
monocromatica di quattro re d'Israele.




Tra i personaggi coronati effigiati ricordiamo Saul




e Davide, secondo re d'Israele.
.


Particolare del manto scultoreo di Giacomo Serpotta con
putti, cavalli marini e draghi.




Immerso in una fitta rete di stucchi il tondo
con San Francesco che riceve le stimmate.




"San Francesco sul carro di fuoco".





Le maioliche originali rivestono solo la parte centrale
del pavimento, attorno alla botola che conduce nel
sepolcro dei confrati.




La botola del Sepolcro dei membri
della Confraternita reca l'indicazione
dell' "anno domini MDCLXXX" (1680).




Confinante con l'Oratorio c'è un'ala dell'antico
convento francescano, oggi Archivio di Sato.




Affresco seicentesco - riconducibile alla
bottega di Antonio Grano (1660-1718) -
sulla parete corta del portico con "Albero
genealogico dei Monaci francescani
dell'Ordine dei Minori della Sicilia".





Testo e foto di zio-silen

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

scasate ma quando è possibile visitare quest'oratorio???

essec ha detto...

Eccellente documentazione fotografica e compendio descrittivo di un sito ancor oggi ben conservato. Complimenti!