venerdì 6 maggio 2011

Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Ponticello - Santuario di N. S. di Lourdes

Ricordo i tempi lontani in cui uscendo dalla facoltà di Scienze Politiche, allora in via Maqueda , percorrevo il vicolo Amodei per incrociare via del Ponticello proprio innanzi ad una chiesetta dalla facciata anonima quasi mimetizzata nei circostanti edifici. Ogni giorno mi ripromettevo di varcare quella soglia ma, ultimati gli studi, gli eventi della vita mi hanno portato verso altre contrade.
Giorni addietro decido di fare una visita a Casa Professa, nel percorrere via del Ponticello noto che il cancelletto del Santuario è aperto. Decido di non perdere l'occasione ed entrare.
Prima però mi documento approfittando di un cartello fissato alla "ferrata" dove, oltre agli orari delle messe, si legge testualmente:

- Santuario di N.S. di Lourdes - Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Ponticello.


Chiesa costruita nel 1542 nelle vicinanze di un ponticello, sullo stesso luogo in cui era dipinto sulla parete di una casa l'immagine di Maria Vergine insieme a S. Giovanni Evangelista e S. Paolino alla sua destra; S. Filippo di Agirò e San Vito alla sua sinistra (di cui possiamo ammirare la tela dipinta da Pietro Novelli).
Costruita, grazie alle molte offerte ricevute dai devoti, dedicandola a Maria Vergine di tutte le Grazie al Ponticello.
L'etmologia al "Ponticello" deriva dal fatto che questa piccola chiesa era ubicata vicino un ponticello dove nei tempi andati, in questo luogo, emtrava nella città un fiumicello chiamato "Cannizzaro" o di "mal tempo", dal nome arabo "haindrizzar" che significa "fonte stretto" perchè sboccava da luogo angusto dietro la città di Monreale. Ai tempi dei Normanni era chiamato "Kémonia".

Chiesa a croce rotonda.

Ha subito diverse vicissitudini:
- Terremoto del 5 marzo 1823 (demolito l'oratorio perchè pericolante);
distrutti gli stucchi e le statue attribuite a Giacomo Serpotta.
- Nel 1892 viene ricostruita e dedicata a Nostra Signora di Lourdes. In quest'anno viene totalmente deturpata la chiesa.
- Bombardamento della città di Palermo del 1943. Viene distrutta una metà fino all'abside.
- Nel 1962 viene ricostruita con aspetto totalmente nuovo.

Ancora oggi in questo piccolo Santuario possiamo ammirare alcune opere d'arte:

- Il Cristo crocifisso spirante, attribuito a Van Dych (insigne pittore fiammingo);
- La tela della Madonna delle Grazie, di Pietro Novelli;
- L'Ecce Homo statua lignea;
- Il San Giuseppe con Bambino Gesù del 1500, su ardesia, con sopradipinto il San Giuseppe con Bambino Gesù del 1800;
- Tela di Santa Bernadetta di Salvatore Profeta;
- Il tetto ligneo della sacrestia, dipinto a mano del 1600. -

Un cortese cicerone, forse il sagrestano, mi fornisce ulteriori notizie e mi guida alla Sacrestia per ammirare il tetto ligneo del '600.

La semplice facciata - frutto dei numerosi rifacimenti - ed il portale d'ingresso. In alto a sinistra, la loggetta campanaria.




Nicchia esterna con la Madonna di Lourdes.




Il presbiterio squadrato. Sull'altare maggiore: "Madonna delle Grazie" di Pietro Novelli.




A sinistra nel presbiterio: "Cristo spirante"
I tratti del Crocifisso rimandano alla tela
del fiammingo Van Dych esposta nel
Salotto Barocco di Palazzo Alliata di Villafranca.




A destra del Presbiterio:
" Santa Bernadetta" di Salvatore Profeta.




Il San Giuseppe con Bambino Gesù del 1500,
su ardesia, con sopradipinto il San Giuseppe
con Bambino Gesù del 1800.



Volta del Presbiterio con dipinti moderni.







Nicchia rivestita di sughero che ospita le statue della Madonna di Lourdes e di Bernadette. La grossa conchiglia bianca, in alto tra il sughero, potrebbe essere un elemento delle decorazioni serpottiane sfuggito alla furia distruttiva dei terremoti.




Crocifisso in cartapesta.





SX: Altare laterale. DX: "Pietà"





SX: Statua Ecce Homo in legno. DX: Addolorata




Scorcio del presbiterio


DIPINTI CONTEMPORANEI DELLA VOLTA

La scritta nel cartiglio svela il nome del pittore
e l'anno di realizzazione dei dipinti della volta.







S. Agata e S. Oliva






 S. Lucia e S. Ninfa




SACRESTIA

Soffitto ligneo dipinto a mano con motivi floreali.









Arcata della Sacrestia con Paliotto dai pregiati ricami.










La croce priva della statua del Cristo trafugata.




SX:  Lapide commemorativa del miracolo avvenuto 23 dicembre 1828. DX: Lapide del 1682.



La cantoria sopra l'ingresso.




La lapide all'angolo della piazzetta
indica il punto del ponticello sul fiume Kemonia





Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen

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1 commento:

Anonimo ha detto...

La foto ove nella didascalia è riportato "S. Rita" in realtà è la Madonna Addolorata, altre stampe oleografiche uguali si trovano in altre chiese di Palermo, tra cui la Parrocchia della Consolazione...