martedì 17 maggio 2011

Chiesa di San Giovanni dei Napoletani

 
Tra piazza Marina (lato nord-est) e Corso Vittorio Emanuele, dirimpetto la duecentesca "Santa Maria della Catena", si erge seminascosta dai folti alberi, la sobria facciata della Chiesa di San Giovanni dei Napoletani che deve il suo nome alla Congregazione della Nazione dei Napoletani residenti a Palermo, che si adoperò tra il 1525 ed il 1617 per farne la sua sede. Sull'altare parietale, sulla destra dell'aula, si può ammirare la spendida statua cinquecentesca di San Giovanni. La luminosa cupola è protetta esternamente da mattonelle di smalto azzurro.


La caratteristica  cupola ottagonale coperta da 
piastrelle in ceramica dalle tonalità blu-azzurre.



Le tre navate sono divise da gradevoli colonne e capitelli che sorreggono le ariose arcate che si protendono verso la volta centrale con struttura a botte e le laterali a padiglione. Tra le mirabili decorazioni scultore realizzate in stucco nel 1744 da Procopio Serpotta (1679-1755) figlio di Giacomo, emergono per resa artistica le quattro "Virtù": Grazia, Verginità, Giustizia e Fertilità. Sopra la loggia d'ingresso era allocata una cantoria. Dal fondo della navata emerge l'abside corto, affiancato da due cappelle.



L'abside pentagonale presenta una nicchia con la Santa Vergine. Pregiato  tabernacolo finemente lavorato e ricoperto da una patina argentea. Stupenda Madonna lignea del Sec. XVIII.



Cappella di "San Giovanni Battista" (Sec. XVI).









Sacra Famiglia





Le figure allegoriche sulle mensole della parete sinistra rappresentano la "Grazia" e la "Verginità".




quelle sulla parete destra, la "Fertilità" e la "Giustizia".



La luminosa cupola ottagonale.



Particolare della navata sinistra con la Cappella decorata con stucchi del Serpotta.









Tela d'epoca con San Giuseppe.





Scorcio dalla navata laterale destra e addobbo decorativo dell'altare.



Volta a botte ornata di festoni e corone in stucco dorato.
Cartiglio sorretto da putti sull'arco del presbiterio.





Scorcio della parete d'ingresso con nicchia e Monumento funebre


Il Portico su corso Vittorio Emanuele tagliato in forma trapezoidale in seguito ai lavori di apertura del "Cassaro morto". L'abbassamento della sede stradale ha richiesto la creazione di uno scalone di accesso. La Facciata, di conci di tufo squadrati, si presenta con linee semplici appena marcate dalle originarie arcate ridotte per ragioni di stabilità.


SX: Gradevole portale barocco all'interno del portico.




















Particolare del prospetto laterale con il portale dal timpano spezzato e la loggetta campanaria.



La facciata con i due ingressi
vista da Palazzo Chiaramonte-Steri.







Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen

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2 commenti:

ANGELO ha detto...

CREDO CHE LA TELA INDICATA COME MARIA CON SANT'ANNA E SAN GIOACCHINO SIA IN REALTà UNA SACRA FAMIGLIA. IL PRESUNTO SAN GIOACCHINO INFATTI HA IL BASTONE FIORITO E IL BAMBINO LA RAGGIERA

zio-silen ha detto...

Ringrazio Angelo che, provvisto di visus migliore del mio, ha rilevato la svista. Correggo.