mercoledì 18 maggio 2011

Cappella Chiaramonte allo Steri

All'estremo lembo orientale di Piazza Marina si apre il varco d'accesso al Cortile del Palazzo delle Dogane, superato il quale lo sguardo cade su un piccolo edificio squadrato, dalle linee medievali, segnato da archi ogivali e protetto da una robusta cancellata in ferro battuto: la Cappella Chiaramonte detta anche di "Sant'Antonio Abate". Fu costruita da Manfredi I, nei primi anni del Sec. XIV, come tempio privato della sfarzosa dimora della sua famiglia: Palazzo Chiaramonte ("Osterio Magno" cioè Palazzo fortificato). L'uniformità dei conci di tufo della facciata è rotta dagli archi a sesto acuto che incorniciano la finestra del primo ordine e la porta d'ingresso.




Il Portale presenta decorazioni vegetali
a rilievo sia sugli stipiti che sull'arco.
Soffermandosi sull'architrave si può
notare un ovale centrale (retto da angeli)
con l'effige di Sant'Antonio Abate fiancheggiato
dagli stemmi della famiglia Chiaramonte ed,
a chiudere, due volti dal carattere simbolico.




Una fascia con tralci decorativi a rilievo
chiude le due finestre ai lati dell'ingresso.




Sul frontone triangolare si riconosce
lo stemma della nobile famiglia e sotto,
nella fascia orizzontale, un'iscrizione
in caratteri gotici.




L'interno breve e squadrato presenta la volta
a crociera con tracce di antichi affreschi.




In migliori condizioni l'affresco, forse seicentesco, del catino dell'abside poligonale, in cui si distingue il Padre Eterno che benedice con la mano destra, mentre con la sinistra regge la sfera crociata (il mondo sormontato da una croce) che rappresenta il carattere universale del cristianesimo. Lo affiancano quattro angeli per lato.




Un rombo nella confluenza di due costoloni
reca l'ennesimo stemma dei Chiaramonte
(cinque sfere argentate su fondo rosso).




Particolare strutturale della volta
dai richiami gotici trecenteschi.

L'intradosso di una finestrella ogivale (prossima al presbiterio) conserva
un piccolo affresco trecentesco raffigurante il volto di Cristo, che presenta
fattezze identiche a quelle dipinte su una trave del meraviglioso soffitto
ligneo dell'attiguo Palazzo Chiaramonte, forse opera del medesimo pittore.




La loggetta sopra l'ingresso che ospitava i Chiaramonte.




Il sottocoro affrescato con motivi floreali.




Il fronte meridionale del trecentesco
Palazzo Charamonte (Steri) dal quale emergono
le caretteristiche bifore in stile "chiaramontano",
In cui i gusti Arabo, Normanno, Romano e Gotico
si intrecciano armoniosamente.



Il fronte orientale del Palazzo con l'arco ogivale
che lo raccorda all'attiguo edificio. Un passaggio
sopraelevato collegava il piano nobile
alla loggetta della cappella.




Testo e foto di zio-silen

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ogni volta che decido di visitare un luogo che non conosco, o che conosco poco, mi piace documentarmi preventivamente, per rendere la visita quanto più fruttuosa possibile. Accingendomi a visitare Palermo, ho scoperto questo blog, che mi sta dando un validissimo aiuto. Grazie e complimenti, anche per le condivisibilissime considerazioni sui “barbari” del karaoke (che spero di non incrociare …).
Pasquale Gaetano – Lamezia Terme

zio-silen ha detto...

Grazie a Te, Pasquale. Spero che la nostra città ti offra solo il meglio di sè.

Un saluto

zio-silen