domenica 3 aprile 2011

ORATORIO DI SAN LORENZO


Il visitatore che segue il percorso serpottiano tra le antiche chiese palermitane non può che approdare in quello che costituisce il tempio del genio artistico di Giacomo Serpotta: l'Oratorio di San Lorenzo.
Ubicato in via dell'Immacolatella, fiancheggia, unitamente all'Oratorio dell'Immacolatella, la duecentesca Chiesa di San Francesco d'Assisi con la quale rivaleggia in magnificenza.
Fu costruito nella seconda metà del '500 per volere della Compagnia di San Francesco dedita alla pietosa attività di sepoltura dei defunti della Kalsa e decorato nel periodo compreso tra il 1699 ed il 1707.
Le pareti sono interamente ricoperte da un manto di stucchi ai quali l'accorgimento della polvere di marmo mescolata alla materia plasmabile (tecnica inventata dal Serpotta) conferisce lucentezza simile al marmo stesso.
Una serie di teatrini (alcuni saccheggiati da mano barbara e ladra) alternati a figure allegoriche con fattezze muliebri illustrano episodi della vita di San Lorenzo (a destra e sul fondo dell'aula) e di San Francesco (sui lati opposti):

- " San Lorenzo dona i propri beni ai poveri";
- "San Lorenzo e il martirio di Papa Sisto II";
- "Svestizione di San Lorenzo verso il martirio";
- "Ultima preghiera".


Grande altorilievo sulla parete di fondo dell'aula: "San Lorenzo subisce il martirio sulla graticola".

- "La tentazione di Francesco";
- "San Francesco veste un uomo ignudo";
- "La preghiera del Santo al Sultano";
- "San Francesco riceve le stimmate";


Sull'arco del Presbiterio: "San Francesco riceve il cordiglio dell'Ordine".


 All'interno del presbiterio, in alto a destra, una figura con turbante riproduce (forse) le fattezze del Serpotta e rappresenta la firma (in sostituzione della consueta lucertolina) dell'insigne autore del complesso scultoreo.


All'osservatore attento non sfugge la femminilità delle "Virtù" (nella foto: "La Costanza), l'atteggiamento giocoso e talvolta impertinente dei putti, le espressioni dei protagonisti che rendono con sapienza la drammaticità del martirio.

A ridosso delle pareti, tra cartelli che invitano a starne lontani, si possono ammirare gli artistici sedili in legno pregiato con tarsie di madreperla e avorio che reappresentano, tra l'altro dei mascheroni e l'aquila in lotta con il serpente (il bene contro il male).


SX: L'allegoria dell'"Umiltà" tra i teatrini con "San Francesco che veste un uomo ignudo" e "La preghiera del Santo al Sultano".
DX: "La Gloria" tra i teatrini con " Svestizione di San Lorenzo verso il martirio" e "L'ultima preghiera ".


SX: Le allegorie dell'"Accoglienza" e della "Penitenza", a seguire "La tentazione di Francesco".
DX: "La Costanza"




SX: "L'Umiltà". DX: "Misericordia" e "Carità".




"L'Elemosina" e "La Gloria"

I due teatrini rappresentano "San Lorenzo e il martirio di Papa Sisto II"
e "San Lorenzo dona i propri beni ai poveri".



L'altare è stato realizzato sulla base di un disegno dell'Arch. Giacomo Amato (1643-1723). Ha struttura in legno e rivestimento in marmi nobili policromi. Reca come pala la copia del capolavoro di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio: "Natività" con San Lorenzo e San Francesco" (1609). L'originale, rubato nel 1969, non è stato ancora ritrovato.











L'ingresso su Via Immacolatella immette in un piccolo giardino che, tra papiri ed aranci, accoglie il simulacro marmoreo del grande stuccatore Giacomo Serpotta.





Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen

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1 commento:

Ramón C. ha detto...

Estoy preparando un viaje a Sicilia y tu trabajo sobre el Oratorio de San Lorenzo me ha resultado de gran interés.