lunedì 11 aprile 2011

CAPPELLA DELLA SOLEDAD


Innumerevoli volte, transitando dalle parti di Piazza della Vittoria, sono stato incuriosito dalla scritta "Cappella della Soledad" che campeggia a fianco del ferreo cancelletto di quella che nel mio immaginario appariva come un'impenetrabile fortificazione, protetta da un'alta cancellata sul fronte del cortile-sagrato e dagli edifici che ospitano Questura e Forze Armate sui lati.
Stamane, approfittando della benemerita iniziativa denominata "La Scuola adotta la Città", ho potuto visitare "il fortino". Un giovane cicerone dall'eloquio forbito mi ha reso edotto di particolari su la storia e le opere d'arte del minuscolo edificio di culto che volentieri riverso in forma didascalica a corredo delle immagini di questo post.



Un raffinato portale adorna l'Arco che da un minuscolo cortile immette nell'edificio di culto. Fu eretto ne 1590, anno di realizzazione della Cappella della Madonna della Soledad per volere dell'omonima Confraternita composta da nobili spagnoli. Una grata in ferro battuto chiude l'arco.
La Cappella in origine faceva parte della cinquecentesca Chiesa di San Demetrio, scomparsa sotto i bombardamenti dell'ultima guerra.



Due colonne sostengono le tre arcate disegnate con mano felice
 dall'Architetto del Senato palermitano Paolo Amato (1634-1714).




L'altare in marmi policromi presenta decorazioni bronzee dorate.




Sull'altare una nicchia in marmi mischi ospita la statua lignea
 della Madonna della Soledad dal caratteristico vestito di stoffa.




A sinistra dell'altare un affresco con la
"Lavanda dei piedi" del catanese Olivio Sozzi.




A destra "Ultima cena" di Olivio Sozzi (1690-1765).




"Crocifissione" di Olivio Sozzi (Parete di SX).




"Agonia di Gesù nell'orto degli ulivi"
di Olivio Sozzi (Parete di DX).




Particolare dell'edicola marmorea che adorna l'altare.
Autore degli stucchi (1679) fu Andrea Surfarello
contemporaneo dei Serpotta.




La Cappella, riccamente barocca, è ricoperta da un manto di marmi mischi da cui emergono i simboli della Passione e da decorazioni in stucco realizzate su progetto dell'Architetto palermitano Giuseppe Venazio Marvuglia (1729-1814).




Lapidi sepolcrali di famiglie spagnole.




La Cappella è proprietà della Spagna.
Ospita il Centro Padre Arrupe.
Restaurata nel 1956.




La facciata della Cappella con il portale
e gli stemmi quali elementi di spicco.




Lo stemma reale.




Lo stemma dell'antica Confraternita.



 
Bassorilievo marmoreo incastonato sul prospetto laterale.








Testo e foto di zio-silen

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