martedì 1 marzo 2011

TEATRO POLITEAMA GARIBALDI


Teatro Politeama (1865-1874).
Stile classico romano.
Progettista: Giuseppe Damiani De Almeyda.
Ubicazione: Piazza Ruggero Settimo.
Nel 1882 il teatro, prima "Municipale", fu denominato "Politeama Giuseppe Gaibaldi" in onore dell'eroe dei due mondi morto quell'anno.
Sorto come arena, nel 1877 venne provvisto di copertura sorretta da tralicci di ghisa.

L'apparato decorativo, disegnato dall'Architetto Damiani, trovò compimento - come recita la lapide nel vestibolo - in data 1° febbraio 1891.
Il termine"Politeama" indica un teatro destinato alle varie arti (circo, musica, prosa, cinema, ecc.).
Attualmente ospita l'Orchestra Sinfonica Siciliana.
Le sale "Rossa" e "Gialla" del piano superiore, con affreschi di Giuseppe Enea, Rocco Lentini e Giuseppe Cavallaro, ospitavano la Galleria Civica d'Arte Moderna, di recente trasferita nell'ex Convento di Sant'Anna attiguo all'omonima Chiesa.
La Sala degli specchi viene utilizzata per mostre ed eventi culturali.


Particolare dell'Arco trionfale realizzato
ad ornamento dell'ingresso principale.

Il gruppo scultoreo di Mario Rutelli (quadriga) e Benedetto Civiletti (figure equestri ai lati) posto sull'attico. La trabeazione dell'arco di trionfo - tra architrave e cornice di coronamento - reca un bassorilievo del Rutelli con una teoria di putti impegnati nelle arti della musica, del canto e del ballo.



 La Quadriga con Apollo (dio delle arti ) ed Euterpe (musa della lirica).
Opera in bronzo (1930) del palermitano Mario Rutelli (*4 aprile 1859 +4 novembre 1941).



I due cavalieri di Benedetto Civiletti (*1 ottobre 1845 +22 settembre 1899)  recano simboli dei giochi olimpici:  "corona d'alloro" (vittoria nella lealtà) e "palma" (pace).




I due loggiati esterni con il colonnato ionico sovrapposto a quello in stile dorico.




Tra gli autori dei dipinti esterni ricordiamo Francesco Padovano (n. 1842)
 e Carmelo Giarrizzo  (1850-1917) per i fregi su sfondo rosso.



Immagini pittoriche con richiami classici raffiguranti giochi olimpici.



"La corsa delle quadrighe"


Busto marmoreo del progettista del teatro:
 l'Architetto Giuseppe Damiani Almeyda (*Capua 1834  +31 gennaio 1911).



Artistico candelabro in ghisa innanzi la lapide
marmorea che ricorda l'inaugurazione del teatro.
Progettista: Giuseppe Damiani De Almeyda.




Figure muliebri allegoriche al culmine dei magnifici candelabri posizionati ai fianchi dell'ingresso.



Un fregio accompagna il soffitto a cassettoni del loggiato.










"Il David" del palermitano Antonio Ugo (1870-1956).



Fontana della Silfide



"La Silfide" scolpita da Benedetto De Lisi (1830-1875).



Fronte laterale su Via Emerico Amari.

L'ingresso dell'ex caffè.

L'ingresso che immette allo scalone
per la II cavea e per la Sala gialla.

Fronte posteriore.

L'entrata posteriore.

IL varco d'accesso delle carrozze.


INTERNO

 Mascheroni decorativi della retrofacciata

  
L'INTERNO
 
Il progetto del Damiani prevedeva ben 5000 posti distribuiti tra platea,  palchi diposti in doppio ordine e loggione ad anfiteatro. La prima rappresentazione - l'opera lirica "I Capuleti ed i Montecchi" di Vincenzo Bellini - si fa risalire all'inaugurazione dell'arena (ed in quanto tale priva di copertura) del 7 giugno 1874. In occasione della Mostra Nazionale di Palermo del 1891 fu realizzato da Gustavo Mancinelli un prezioso sipario dipinto con "Eschilo alla corte di Gerone di Siracusa" e pesante 450 kg che, alla presenza di Margherita di Savoia e del reale consorte Umberto I, si aprì sull' "Otello" di Verdi.  Gli affreschi dei riquadri simmetricamente disposti ai lati del palcoscenico (ai piedi della cavea) si devono al pittore Luigi Di Giovanni.

La copertura in tralicci di ghisa realizzata nel 1877 dalla Fonderia Oretea.


Particolare dei palchi





La cupola con il falso velario azzurro ed ocra  inscritto in un fregio con la rappresentazione, tramite pittura a fresco di Gustavo Mancinelli (1842-1933), delle "Feste Eleuterie" (feste in onore di Zeus e di Demetra, dea ispiratrice delle tecniche per la coltivazione della terra).





La trabeazione sopra il boccascena si apre in una loggia con sei colonne corinzie che fanno da ali al busto marmoreo di Giuseppe Garibaldi. Le due nicchie laterali (non visibili nella foto) accolgono due statue allegoriche della "Tragedia" e della "Commedia".


 VESTIBOLO

Il vestibolo con il bel soffitto a lacunari.
 

 





Particolari decorativi del vestibolo. Il foyer ed i corridoi  furono dipinti dal palermitano Salvatore Gregorietti (*1870 +1952).


Una lapide, tra cornicione e sopraporta in vetro policromo, recita: S.P.Q.P. - QUESTO EDIFIZIO A SVARIATI SPETTACOLI ADDETTO E' STATO CONVENIENTEMENTE DECORATO DAL SUO AUTORE ARCHITETTO GIUSEPPE DAMIANI DE ALMEYDA PER DECRETO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 1° FEBBRAIO 1891 - SINDACO EMANUELE PATERNO' DI SESSA NELLA SOLENNE OCCASIONE DELLA MOSTRA NAZIONALE DEL 1891-92.



 




L'area occupata dal teatro si estende per circa 5000 mq



Monte Cuccio innevato visto dal Politeama.







Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen

Questo Blog, fermo restando quanto puntualizzato nelle "avvertenze", consente la copia di proprie foto e scritti per finalità esclusivamente personali e "non commerciali" CON OBBLIGO DI CITAZIONE DELLA FONTE: «www.palermodintorni.blogspot.it».
La copia è parimenti negata a chi, a qualunque titolo, intenda farne uso a scopo di lucro.
Si ricorda che la violazione del diritto d'autore (copyright) è perseguibile a norma di legge.


2 commenti:

Anonimo ha detto...

La data di morte di Giuseppe Damiani Almeyda è il 31 Gennaio 1911, si prega di correggere, grazie

Mario Damiani

zio-silen ha detto...

Ringrazio il Sig. Damiani per aver rilevato un mio abbaglio e mi affretto a correggere.

Un saluto