sabato 26 marzo 2011

Chiesa di Sant'Orsola

 
In Via Maqueda, in posizione mediana tra i Quattro Canti di Città e Piazza Sant'Antonino, leggermente rialzata sulla strada si offre ai fedeli la seicentesca Chiesa di Sant'Orsola. Lontana dai circuiti turistici e solitamente chiusa ai visitatori, si può considerare uno dei gioielli del barocco palermitano.
L'edificio fu voluto dalla Compagnia di Sant'Orsola - da cui assunse il nome - che lo offrì al culto dei fedeli a partire dal 1662. La Compagnia dell'Orazione della Morte detta "dei Negri" per il colore dell'abito rituale, era dedita alla pietosa sepoltura (nell'attiguo cimitero) dei defunti di quella zona della città , nonchè ad officiare messe in suffragio delle anime del purgatorio.
La facciata rinascimentale presenta, nel secondo ordine, due angeli di mirabile fattura.
Nel timpano triangolare una figura umana (anima?) avvolta dalle fiamme ed altri elementi decorativi. All'interno, a navata unica, diverse opere di pregio tra cui un affresco del 1756 di Gaspare Serenario con "La gloria di Sant'Orsola". I pilastri presentano sei ovali in stucco - della bottega del Novelli - con Sante palermitane. Mirabili gli stucchi dei Serpotta e gli affreschi dell'ultimo scorcio del '700. Vi sono custodite tele dello Zoppo di Gangi, Pietro Novelli, Antonio Manno, Giuseppe Patania ed altri insigni artisti ed artigiani.
Nel sottosuolo, la vasta Cripta


 
SX: Portale di notevole valore artistico caratterizzato da tre teschi sull'architrave che richiamano la pietosa attività di sepoltura svolta dalla "Compagnia dei Negri".
DX: Particolari di gusto barocco della facciata tardo-rinascimentale.



Il tratto di Via Maqueda su cui insiste
la Chiesa con la sua facciata sobria
marcata da lesene dalla quale emerge
uno dei due campanili simmetrici
previsti nel progetto originario.


Navata unica con cappelle laterali intercomunicanti.





SXPassaggio di collegamento delle tre Cappelle di sinistra.
DX: "Salvazione delle anime purganti" (Sec. XVII).




SX: Particolare degli stucchi di Giacomo Serpotta (1656-1732).
DX: I due scheletri effigiati sono ricordati dagli estimatori del Serpotta per l'inconsueto atteggiamento, quasi giocoso, che fa pensare, anche per il contesto, alla loro ricomposizione carnale nella resurrezione piuttosto che al disfacimento in polvere.



 
SX: Dipinto collocabile tra il XVII e il XVIII Sec.
DX: Ovale posto sulla parete destra della Cappella delle "Anime purganti".



SX: Nella seconda cappella di destra:
" Martirio di Sant'Orsola" del monrealese
Pietro Novelli (1603-1647).



DX: Altare con paliotto ricamato in oro e raffinate statue di angeli in legno dorato (Sec.XVIII) che reggono candelabri.



Nella volta della Cappella di Sant'Orsola
si possono ammirare piccoli affreschi con scene della
vita della Santa.




SX: Terza Cappella di destra dedicata a Sant'Anna.
DX: "Sant'Anna e Maria bambina", tela seicentesca della scuola di Pietro Novelli.




SX: Presbiterio ed abside.
DX: Stucchi serpottiani dell'abside con il triangolo equilatero che simboleggia la Trinità e la Divinità con la scritta Jahvè.


SX: Gloria della Santa Vergine (Sec.XVIII) sulla volta del presbiterio.
DX: "Le tre Marie e la Deposizione" tela dell'allievo di Velasco Giuseppe Patania (1780-1852). Il Crocifisso del Tabernacolo si fa risalire al '700.




 
SX: "Discesa di Cristo al Limbo" di Antonio Manno (1739-1810).
DX: "La piscina probatica" (guarigione del paralitico) di Antonio Manno (1739-1810).



L'altare maggiore (Sec. XVIII) riccamente decorato
con scene sacre in formelle lignee a bassorilievo
e marmi policromi.





SX: Pulpito d'epoca. DX: Cantoria ed organo.


Gloria di Sant'Orsola (Sec. XVIII)
di Gaspare Serenario (1707-1759)
sulla volta della navata.





 
SX: " La Fede" di Gaspare Serenario (1756). DX: "La Carità" del Serenario.




SX: Cappella del Crocifisso. DX: Crocifisso ligneo (Sec. XVIII) circondato da oggetti simbolo della passione di Cristo.


Tela che adorna l'altare
della Cappella del Crocifisso.



Le Sante palermitane effiggiate nei sei ovali seicenteschi sono attribuite alla bottega del Novelli.

















 
Teatrini in stucco nella Cappella delle "Anime purganti". I tondi vennero realizzati dal Serpotta con la tecnica dell'altorilievo e incorniciati in ghirlande ornamentali.




SX: Reliquiario ligneo (Sec.XVIII). In basso Cristo deposto (Sec. XVIII).
DX: "Sacra Famiglia" (Sec. XVIII).




SX: "San Girolamo" di Giuseppe Salerno (1588-1630). DX: Particolare della mirabile opera dello Zoppo di Gangi.


SX: Affresco nella Cappella di San Girolamo.
DX: I Santi medici Cosma e Damiano (opere in legno poste sull'altare della Cappella di San Girolamo).




Angeli serpottiani.









SX: Stucchi parietali realizzati da valenti stuccatori dell'epoca tra i quali si ricordano Bartolomeo Sanseverino (Sec. XVIII) allievo di Giacomo Serpotta e Gaspare Firriolo (Sec. XVIII).
DX: Statua del Cristo Risorto (Sec. XVIII), in legno di latifoglie.



SX: Stucchi ad ornamento del portale
interno e parete di fondo.
DX: Timpano spezzato del portale interno
con angeli e stucchi dorati.


L'effige in stucco di Sant'Orsola.




Antico confessionale.




LA SAGRESTIA








Particolari della Sagrestia.





"Madonna con Salvator mundi" di Pietro Novelli (1603-1647).



 
Nella Sagrestia una fontana in marmo magistralmente lavorata.









Addobbi e arredi della Sagrestia.





N.B. Per raggiungere l'altro mio post con ulteriori informazioni e foto clicca (CRIPTA della Chiesa di Sant'Orsola)




Foto e didascalie di Leo Sinzi (zio-silen)

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1 commento:

Anonimo ha detto...

meravigliosa stupefacente soppratutto perchè non l avevo mai visto ancora una volta questa città mi sorprende con un altra delle sue meraviglie complimenti