sabato 26 marzo 2011

Chiesa di San Francesco di Paola - l'esterno


I lavori di costruzione della Chiesa voluta dai Frati Minimi - Ordine istituito da San Francesco di Paola - furono avviati nel 1518. Presenta un portale in stile tardorinascimentale ornato da tre statue di Giacomo Gagini: la Madonna delle Grazie (al centro) con San Francesco e Santa Oliva (ai lati). L'antico Convento, attiguo alla chiesa, oggi è sede del Circolo Ufficiali delle Forze Armate.
San Francesco di Paola è ubicata nell'omonima piazza, a pochi passi dal Politeama e da Porta Carini (Mercato del Capo).

Per visionare l'interno della chiesa clicca QUI




Prospetto principale.




Portale tardorinascimentale ornato da tre statue scolpite da Giacomo Gagini (1517-1598): la Madonna delle Grazie (al centro) con Santa Oliva e San Francesco (ai lati).





Negli angoli del frontone spezzato si nota la forbice, simbolo della Maestranza dei Sarti, antichi detentori dell'edificio ceduto ai Minimi nel 1495. Nell'architrave è visibile l'incisione dell'anno MDXCIIII (1594) in cui la Chiesa, ultimati i lavori di ampliamento, venne consacrata al Santo della "carità" (parola incisa nel sole al centro del timpano spezzato).






Statua del Santo  titolare collocata nella nicchia destra
 ricavata nel secondo ordine del prospetto.





Simulacro nella nicchia di sinistra.




Portale laterale.




Decorazioni in stucco del portale larerale.
Nel medaglione rotondo si legge "CHARITAS",
motto dei Minimi.




Porta dell'ingresso principale istoriata
con bassorilievi che riproducono scene
della vita di San Francesco di Paola.






Il Santo invita un vecchio frate del Convento di Corigliano, assediato dai turchi, a puntellare il portone con una canna, rendendo la Casa dei religiosi miracolosamente inespugnabile.








San Francesco riceve da  un Angelo i simboli del suo Ordine.





Attraversamento dello Stretto di Messina utilizzando il mantello come zattera e vela.




Il Re di Napoli mette alla prova la santità di Francesco donandogli un recipiente pieno di monete d'oro che vengono rifiutate in quanto  frutto del lavoro del popolo e non dei beni del sovrano.




L'Arcangelo Michele conegna al Santo lo stemma dell'Ordine con la scritta "CHARITAS".





La Chiesa sarebbe sorta nel sito ove i devoti
seppellirono i resti di Sant'Oliva, morta a Tunisi
dopo aver subito il martirio (463)





La foto di zio-silen mostra il prospetto orientale della chiesa. A ridosso del campanile è visibile la cupoletta della 2° Cappella di DX
dai richiami arabeggianti.
 


La copertura della Cappella attigua a quella dedicata alla Santa martire, dai richiami arabeggianti - diversa nello stile dal resto dell'edificio - fa pensare ad una precedente costruzione, forse risalente ai tempi della dominazione islamica, inglobata nella chiesa cinquecentesca. All'interno,  pochi passi oltre la cupoletta, esiste un pozzo nel quale, secondo tradizione, nel V secolo sarebbe stata tumulata la salma di Sant'Oliva, trafugata da cristiani palermitani in quel di Tunisi ove la vergine venne uccisa dopo aver subito il martirio. Da quel pozzo, si narra, sgorgò dell'acqua ritenuta miracolosa dai devoti.



Edicola votiva del 1929 sul fronte
settentrionale della chiesa.




Statua bronzea di San Francesco di Paola
custodita all'interno dell'edicola.








Foto e didascalie di zio-silen



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