domenica 20 marzo 2011

ARCHIVIO DI STATO

L'ex convento dei Padri teatini confina a sud-ovest con la Chiesa della Catena.


Chi varca il bel portale barocco dell'Archivio di Stato di Corso Vittorio Emanuele si ritrova, piacevolmente sorpreso, in quello che fu il chiostro dell'ex Convento dei Teatini in Santa Maria della Catena. Sotto il portico colonnato una serie di pannelli illustrano al visitatore l'edificio, la sua storia e la sua preziosa destinazione a scrigno di preziosi tesori della scrittura.
Così apprendo che il nome dell'Ordine religioso dei Teatini deriva dal latino Teate (CHIETI), la città di uno dei due fondatori, l'Arcivescovo Giovan Pietro Carafa (1476-1559), assurto, nel 1555, al soglio pontificio come Paolo IV (l'altro fondatore, nel 1524, fu San Gaetano da Thiene).
Grazie ad un sussidio concesso dal Senato palermitano i Teatini, nei primi anni del 1600, realizzarono il loro Convento a ridosso della cinquecentesca Chiesa di Santa Maria della Catena che ottennero in concessione.
La struttura, tra il XVII e il XVIII sec. fu ampliata con un nuovo corpo che si allungava verso l'Ospedale San Bartolomeo, con la costruzione di un piano superiore e del chiostro. Venne altresì realizzata l' austera facciata.
Attorno al 1812 l'edificio ospitò un ospedale e a seguire degli uffici pubblici.
Con apposito provvedimento normativo, datato 1 agosto 1843, l'ex dimora dei Teatini si trasformò in Archivio di Stato.
Esso conserva tra l'altro circa seimila pergamene ( l'insieme è detto " Tabulari") recanti "atti di fondazione e titoli di proprietà delle chiese e monasteri delle diocesi di Palermo, Messina e Agrigento".
In un pannello leggo che " tra esse si trova inoltre il documento più antico in carta che si conservi in Europa, un mandato bilingue in greco ed arabo emanato dalla cancelleria normanna nel 1109, che riporta ancora le tracce del sigillo aderente in cera rossa.".
Custodisce anche una serie di sigilli di imperatori, re e nobili.
Annoto altresì che" conserva la documentazione superstite degli uffici politici, amministrativi e giudiziari dell'antico Regno di Sicilia, sotto le dinastie normanna, sveva, angioina, del Viceregno spagnolo e della Luogotenenza del Regno delle due Sicilie, nonchè quella delle amministrazioni statali postunitarie con sede a Palermo e provincia.".


Il Portale barocco che orna
l'ingresso dell'Archivio.




Il Portale reca al centro del timpano spezzato
un medaglione in marmo con il simbolo
dei Teatini (Croce sul Calvario).






Lo scalone che immette nel chiostro settecentesco.




Il chiostro settecentesco con la fontana centrale.




Particolare delle arcate del chiostro.




Particolare.




Particolare del piano sopraelevato dell'edificio.




Il porticato del chiostro dell'ex Convento
che si apriva sulla Chiesa.
Sull'architrave del passaggio si legge:
"TEMPLUM DEO ET VIRGINI A CATENA".




Prospetto laterale dell'ex convento.




Testo e foto di zio-silen

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