venerdì 18 febbraio 2011

Santuario di Santa Maria dei Rimedi


Corre l'anno di nostro Signore 1064, l'esercito normanno, reduce dalla vittoriosa campagna in terra di Calabria, muove baldanzoso verso la Trinacria. Giunto in vista di Palermo incontra un'accanita resistenza da parte dei Saraceni che occupano quel suolo da oltre 200 anni. Inizia un'estenuante assedio aggravato dai malanni che colpiscono le truppe a causa dalle punture di aracnidi che infestano gli attendamenti. Il Sovrano, uomo di grande fede, invoca la Madre Santa che in visione gli ordina di accendere dei fuochi che avrebbero eliminato il male. Il Re si affretta a porre in essere quel celeste rimedio, rivelatosi oltremodo efficace. Otto anni più tardi, cacciati gli arabi, l'illustre condottiero per ringraziare la Santa Vergine erige nel luogo del miracolo una Cappella sul cui frontespizio, si narra, viene scolpita la dedica che recita: "A Santa Maria dei Rimedi".

Il Sovrano era Ruggero I d'Altavilla. La Cappella, che nel tempo è andata distrutta segnò il sito in cui nel 1610 fu avviata la costruzione del complesso costituito dagli edifici del Convento dei Carmelitani Scalzi e dalla Chiesa (oggi Santuario) di Santa Maria dei Rimedi.


SX: Il prospetto, rivolto ad est, si rifà al manierismo romano.
DX: Il portale viene attribuito alla bottega dei Gagini.





Statue in stucco di Santa Teresa e San Giuseppe con Gesù bambino.


I contrafforti laterali del Santuario su Corso Pisani.
Sul lato opposto è possibile ammirare la facciata
dell'ex Convento dei Carmelitani, oggi sede del
Distretto Militare Principale di Palermo.


In epoca di dominazione spagnola, Don Juan Fernandez Pacheco, Marchese di Villena Y Ascalon, vicerè dal 1608 agli inizi del 1611, pregò il Papa del tempo, Paolo V, di concedergli l'assistenza spirituale di Padre Domenico di Gesù e Maria di cui nutriva grande considerazione. La supplica fu esaudita. Con Padre Domenico, nel 1609, nacque il primo nucleo dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi nel palermitano.
Nel 1610 i Carmelitani ebbero un tetto sotto il quale officiare i propri riti. La loro vita nei nuovi edifici però fu subito alquanto travagliata. Le autorità militari responsabili del vicino Palazzo Reale infatti, per motivi di sicurezza, ne chiesero con insistenza l'allontanamento. Sensibile alla richiesta fu il Vicerè Don Pedro Giron y Velasco, Duca d'Ossuna (insediatosi nell'aprile del 1611). La notte antecedente lo sfratto dei religiosi Don Pedro sognò la Vergine che gli ordinò di mantenere i monaci in quel luogo. Il messaggio colpì profondamente il nobile spagnolo che da allora si impegnò a sostenere il Convento.


CAPPELLA DELLA MADONNA DEI RIMEDI


L'altare con la cinquecentesca statua della Madonna dei Rimedi, di scuola gaginesca, scampata durante il secondo conflitto mondiale ad un bombardamento che distrusse la chiesa che la custodiva. Venne donata, nel 1950, dal Cardinale Ernesto Ruffini. Nel frontespizio dell'altare un tondo con delle fiamme ricorda la grazia concessa a Re Ruggero dalla S. Vergine. Sui pilastrini, ai lati, i busti marmorei di Pio XII ( Papa dal 1939 al 1958) e del Cardinale Ernesto Ruffini ( 1888-1967).



"La Madonna dei Rimedi" venerata dai fedeli che vi si accostano tramite una scaletta. In alto un mosaico nel quale si riconoscono la Chiesa medesima, uno scorcio della città con Monte Pellegrino e sulla destra il Monte del Carmelo.



SX: Il cappellone centrale con l'altare realizzato nel 1962.
DX: Affresco che dà l'illusione ottica della cupola (inesistente).































Con la soppressione degli ordini religiosi la Chiesa fu sottratta al culto. Dal 1866 al 1949 - svuotata di opere d'arte e arredi sacri e stravolta nelle linee architettoniche originarie - rimase nella disponibilità delle Forze Armate che avevano sede nell'attigua caserma. Nel 1948, il Cardinale Ernesto Ruffini (le cui spoglie vennero tumulate all'interno del Santuario) riuscì, con incessante opera, a restituire il Tempio ai fedeli e cinque anni dopo ne decretò il mutamento di status in "Santuario Diocesano Mariano".







Ultima cena e Maria, la Maddalena e Giovanni ai piedi del Crocifisso.










"La visione di Ruggero"

L'Altare maggiore e l'organo.



Paliotto dell'altare maggiore bassorilievo raffigurante "Le nozze di Cana".



L'altare di San Giuseppe realizzato nel 1958.




Cappella del Crocifisso



SX: Tondo musivo con San Giuseppe morente assistito da Gesù e Maria.
DX: La riforma dell'Ordine Carmelitano ad opera di Santa Teresa d'Avila.












SX: Pulpito marmoreo, sormontato dall'aquila, simbolo della Città, che funge da leggio.
DX: Santa Teresa reca in mano il libro con la scritta: AUT PATI AUT MORI.












Sotto: Anna presenta Maria ai Sacerdoti del Tempio (Sec. XVIII) e  Lo sposalizio della Vergine ( Sec. XVIII).









Vetrata istoriata nell'abside e Sacra Famiglia









Pregevole Crocifisso ligneo posto sopra l'ingresso.



La scritta all'interno del cartiglio
ricorda il restauro del 1844.




Altare del Bambinello di Praga.



Sant'Anna con la piccola Maria.





SX: Deposizione. DX: Apparizione a Santa Teresa d'Avila.





SX: Mosaico con estasi di Santa Teresa.
DX: deposizione.




Mirabile tondo recante la Vergine con Bambino.
















Di pregevole fattura i bassorilievi marmorei, risalenti al 1951, con le 14 stazioni della Via Crucis.


















Il Santuario visto dall'ingresso occidentale del Palazzo Reale. A sinistra il Palazzo d'Orleans, sede del Governo Regionale.





Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen

Questo Blog, fermo restando quanto puntualizzato nelle "avvertenze", consente la copia di proprie foto e scritti per finalità esclusivamente personali e "non commerciali" CON OBBLIGO DI CITAZIONE DELLA FONTE: «www.palermodintorni.blogspot.it».
La copia è parimenti negata a chi, a qualunque titolo, intenda farne uso a scopo di lucro.
Si ricorda che la violazione del diritto d'autore (copyright) è perseguibile a norma di legge.

Nessun commento: