martedì 18 gennaio 2011

Attualità e Film: "O Capitano! Mio Capitano! "



Ieri notte, disgustato dalle notizie dell'ultimo TG, mi sono trascinato caracollante fino al letto per cadere in un sonno agitato da nebbiosi, orrendi fantasmi con fattezze di politicanti nostrani. Ad un tratto una luce abbagliante ha cancellato i soffocanti ectoplasmi ed è apparso un giovane distinto, di bell'aspetto, abbigliato come i marinai risorgimentali, che con voce stentorea ha recitato la celebre ode di Walt Whitman che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare grazie al film "L'attimo fuggente":




O Capitano! Mio Capitano! Il nostro viaggio tremendo è terminato,
la nave ha superato ogni ostacolo, l'ambìto premio è conquistato,
vicino è il porto, odo le campane, tutto il popolo esulta,
occhi seguono l'invitto scafo, la nave arcigna e intrepida;

ma o cuore! cuore! cuore!
O gocce rosse di sangue,
là sul ponte dove giace il Capitano,
caduto, gelido, morto.

O Capitano! Mio Capitano! Risorgi, odi le campane;
risorgi – per te è issata la bandiera – per te squillano le trombe,
per te fiori e ghirlande ornate di nastri – per te le coste affollate,
te invoca la massa ondeggiante, a te volgono i volti ansiosi;

ecco Capitano! O amato padre!
Questo braccio sotto il tuo capo!
E' solo un sogno che sul ponte
sei caduto, gelido, morto.

Non risponde il mio Capitano, le sue labbra sono pallide e immobili,
non sente il padre il mio braccio, non ha più energia né volontà,
la nave è all'ancora sana e salva, il suo viaggio concluso, finito,
la nave vittoriosa è tornata dal viaggio tremendo, la meta è raggiunta;

esultate coste, suonate campane!
Mentre io con funebre passo
percorro il ponte dove giace il mio Capitano,
caduto, gelido, morto.



Mi sono svegliato con le lacrime agli occhi.




zio-silen

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