giovedì 9 dicembre 2010

DUOMO DI MONREALE: L'interno


Correva l'anno di nostro Signore 1174, un cacciatore, reduce da una battuta di caccia nelle campagne monrealesi decise di concedersi una pennichella all'ombra di un carrubo centenario. In sogno gli apparve la Santa Vergine che raccontò di un immenso tesoro nascosto sotto un enorme albero con il quale un re avrebbe edificato una chiesa dedicata alla Madre di Dio. L'uomo, con fede, decise di fare abbattere il carrrubo rinvenendo tra le sue radici copiose monete, coniate nel metallo più prezioso, con le quali realizzò un meraviglioso tempio dalle pareti interamente ricoperte di mosaici d'oro. Il cacciatore era il sovrano normanno Guglielmo II d'Altavilla detto "Il Buono", il tempio era il Duomo di Monreale.

Il re con quell'oro, secondo la credenza popolare nascosto dal padre Giglielmo I, detto Il Malo, non si limitò alla chiesa ma fece erigere altresì l'annesso Convento per i monaci benedettini che da Cava dei Tirreni, guidati dal futuro Vescovo Teobaldo, si erano spinti in quel luogo. Del monastero resta il famoso chiostro. Visibili, altresì, alcune vestigia dell'attiguo Palazzo reale.
Guglielmo volle che l'edificio sacro - adagiato sui fianchi del Monte Caputo a dominare la Conca d'oro fino al mare - fosse realizzato in modo da stupire per magnificenza quanti avessero avuto la ventura di ammirarlo. Così come avveniva con la Cappella Palatina realizzata dal nonno Ruggero II all'interno della Reggia di Palermo.
Alla realizzazione della grandiosa opera chiamò le migliori maestranze locali, arabe e bizantine che vi lasciarono riconoscibili impronte.
Le scene musive che ricoprono, per circa 6300 mq, ogni parete del Tempio, furono realizzate in ottemperanza ai principi espressi nel Concilio II di Nicea (787), Pontefice Adriano I (772-795): l'arte finalizzata a supportare la catechesi con immagini e simboli. Tali scene, tratte dal Veccho e Nuovo Testamento, risultano accompagnate, talvolta, da figure di Santi ed Angeli e da vari simboli religiosi.
Eccezioni al rincorrersi di immagini bibliche sono costituite dalle rappresentazioni, su una spalla degli archi del transetto, dell'offerta del Duomo alla Vergine da parte di Guglielmo II e, sul lato opposto, dell'incoronazione dello stesso Sovrano per mano di Cristo.
Il presbiterio ed il transetto sono istoriati con episodi della vita di Cristo che vanno dall'infanzia alla maturità. Nelle navate laterali alcuni dei miracoli compiuti da Gesù.
Le due absidi minori sono dominate da grandi figure di San Pietro (DX) e San Paolo (SX) con attigue scene concernenti la loro vita.

La Chiesa è intitolata a Santa Maria Nuova.

(L'esterno del Duomo nel Post di zio-silen del 5 febbraio 2011, il Chiostro nel post del 30 ottobre 2010).


Le didascalie delle immagini sotto postate sono tratte
in parte dalle utilissime sezioni grafiche del Duomo che i
visitatori possono liberamente consultare presso
l'ingresso settentrionale.




Elaborato grafico della Sezione longitudinale verso Nord
e della Sezione trasversale al centro del Transetto verso Est.




TRANSETTO,PRESBITERIO e ABSIDE MAGGIORE

Nel catino dell'abside maggiore la maestosa figura (alta circa dodici di metri) del Cristo benedicente "Pantocrator" (Onnipotente). Sotto la Vergine in trono con il Bambino circondata dagli Arcangeli Michele e Gabriele e dai Santi Pietro, Giacomo, Luca, Bartolomeo, Filippo, Giovanni (a. SX), Paolo, Andrea, Marco, Tommaso, Simone, Matteo (a. DX), Clemente, Pietro d'Alessandria, Stefano, Biagio, Antonio, Agata, Martino (b. SX), Silvestro, Tommaso di Canterbury, Lorenzo, Ilario, Benedetto, Maria Maddalena, Nicola (b. DX). In alto, sulla penultima arcata si può ammirare una originale rappresentazione dell'Annunciazione.





Il pavimento del transetto presenta tessere di marmo
policrome, di gusto bizantino.
Le transenne decorate con fasce musive che immettono
nel presbiterio sono state realizzate nel XIX Sec.



Due enormi Angeli (Michele e Gabriele) ai lati dell'arcata che
introduce al Transetto. Sull'arco successivo 6 figure a rappresentare,
probabilmente, i Martiri di Satala (nell'odierna Armenia).





Mosaico realizzato nello spazio al di sopra
del trono (regale), alla sinistra
del transetto, con Guglielmo II
incoronato da Cristo.


Sul trono (arcivescovile) di destra: Guglielmo dona
il Duomo alla Santa Vergine.




Sopra il trono di SX è rappresentato il potere
reale tramite due leoni che si fronteggiano.







In fondo al transetto (lato SX), il portale
riccamente decorato che immette nella
Cappella del Crocifisso realizzata in
stile barocco nell'ultimo scorcio del '600.
Da tale locale si accede alla Stanza del Tesoro,
dove, tra l'altro, è custodita, in un artistico reliquiario,
la Spina Santa tratta, si narra, dalla corona del Crocifisso
(presunto dono del sovrano francese Filippo III, figlio di
Luigi IX la cui salma riposò nel Duomo per un breve periodo).





Portale decorato con fasce musive,
sul lato destro del transetto.





Gli scudi dei Regnanti (gli Altavilla), del Papa
e del Cardinale del tempo, di cui si fa menzione
nella scritta sovrastante i simboli araldici.





Transetto DX: La ruota dei campanelli.




La volta dell'abside maggiore nel suo culmine
porta la raffigurazione dell'Etimasia ( Trono
recante alcuni simboli della Passione,
il mantello blu che Cristo indosserà per farsi
Giudice nel giorno del Giudizio Universale,
La Colomba (Spirito Santo) e la Croce.




ALTARE MAGGIORE

Altare opera del romano Luigi Valdier, in argento e bronzo
finemente cesellati (Sec XVIII). Nei cinque medaglioni
sono rappresentati episodi della vita della Santa Vergine:
Annunciazione; Visitazione; Maternità; Sposalizio; Fuga in Egitto.
I due ovali incorniciati, visibili ai lati della scena principale,
illustrano la Pentecoste e l'Assunzione.






Particolare dell'Altare Maggiore con l'altorilievo "La nascita di Maria"
in una cornice dorata chiusa in basso da cornucopie e sorretta da due angeli.
Ai bordi dell'altare due putti ornati di palme.





Statuette in bronzo dorato raffiguranti i Santi
Rosalia, Benedetto, Pietro, Paolo, Castrense, Luigi.





NAVATA CENTRALE

Parete meridionale (da sinistra verso destra):
Costruzione dell'Arca; Entrata degli animali
nell'Arca; Il diluvio universale.




Capitello corinzio con le caratteristiche foglie d'acanto
da cui si dipartono quattro coppie di cornucopie e
medaglioni con busti marmorei della Dea Cerere e
della figlia Proserpina.




I capitelli sono sormontati da abaci di diversa altezza per
colmare le differenze tra le varie colonne dovute al fatto che
le stesse sarebbero state recuperate da dismessi edifici
di epoca romana. Sopra gli abaci si elevano i pulvini che fanno
da elemento d'unione con gli archi a sesto acuto
tipici del gusto arabo.




Particolare del Capitello con abaco e pulvino decorato a mosaico.




Particolare dell'angolo tra la parete meridionale e
quella di fondo nella quale spicca la "Creazione di Eva".
Sia gli archi ogivali delle navate che quelli trionfali
del tansetto e presbiterio presentano negli intradossi una serie di
medaglioni, ralizzati con minute tessere musive, dedicati a Santi e Profeti.




"Creazione dei pesci e degli uccelli"




"Creazione degli astri"




"Creazione della terraferma"




"Separazione delle acque"




"Il riposo del Creatore"



"La creazione dell'uomo"




"Dio conduce Adamo all'Eden"





La vigna di Noè - L'ebbrezza di Noè.




"La costruzione dell'Arca"






Cessato il diluvio Noè libera gli animali.



Dopo il diluvio Noè ringrazia Dio con un sacrificio.



"Guarigione della donna curva"




Scene musive sulla parete settentrionale.





L'offerta di Caino e Abele.




"Caino uccide Abele"




"Isacco benedice Giacobbe"




"La fuga di Giacobbe"




"Il sogno di Giacobbe"




"La lotta di Giacobbe con l'Angelo".
Al termine l'essere celeste lo benedisse e gli diede
il nome di "Israele" (Uomo che lottò con Dio).




Parete settentrionale.




"La cacciata dal Paradiso terrestre"




"Rebecca abbevera i cammelli"




"Il viaggio di Rebecca"




"Isacco ed Esaù"





Cristo scaccia i mercanti dal Tempio.




L'ultima cena.




Alcuni dei 130 riquadri che raccontano, con la tecnica
del mosaico, il Vecchio ed il Nuovo Testamento.




"Eva tentata dal serpente"




"Il peccato originale"




"Il rimprovero dell'Eterno"





"Il sacrificio di Isacco"




NAVATA LATERALE MERIDIONALE

Le navate laterali, larghe ciascuna la terza parte della navata
centrale, sono separate da questa da nove colonne per lato.




"San Giovanni il Battista (Se.XVI)"




"Guarigione dell'indemoniata" ( la piccola figura nera
che, volando, si allontana dalla donna rappresenta il demonio).




Crocifissione di San Pietro.



Cristo salva Pietro dalle acque.



NAVATA LATERALE SETTENTRIONALE

L'ingresso laterale da cui si accede al Tempio.




"Maria Maddalena unge i piedi di Cristo"



ABSIDE LATERALE SINISTRA

Ale spalle del Crocifisso l'enorme immagine
musiva di San Paolo.
Le pareti dell'abside accolgono le tombe reali
di Margherita di Navarra, sposa di Gugliemo I,
e di Ruggero ed Enrico, loro figli.
Sotto l'Altare è custodito un sarcofago con le
reliquie (viscere) di San Luigi (re di Francia)
morto di peste a Tunisi nel 1270 e per breve
tempo sepolto nel Duomo di Monreale.






Pregevole Crocifisso ligneo.





Decollazione di San Paolo.




L'ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemmme.
La folla agita palme in segno di festa.




ABSIDE LATERALE DESTRA

Nell'abside di sinistra si può ammirare
una splendida Cappella dedicata alla Santa Vergine,
interamente rivestita di marmi mischi di impronta barocca.




Decorazioni in marmi mischi tra statuette e puttini.



Nel catino dell'abside laterale destro
la figura musiva di San Pietro.




Decorazioni musive su fondo oro nella volta della Cappella.






PARETE DI FONDO RIVOLTA AD OVEST

Il Duomo, con pianta basilicale a croce latina, si estende
per 102 metri in lunghezza e 40 metri in larghezza.




"La Vergine con il Bambino" realizzata all'interno
del timpano del portale principale.






Gli Arcangeli Michele e Gabriele, sull'intradosso
dell'arco dell'ingresso occidentale, in atteggiamento
di adorazione della Madonna con Bambino. Nel tondo
il cielo stellato, simbolo della Divinità.




"Creazione di Eva"




"Cristo presenta Eva ad Adamo"




"Miracoli di San Castrense " (Patrono di Monreale).
La piccola figura alata, di colore nero, ricorrente in
diversi riquadri musivi, rappresenta il demonio
che per intercessione del Santo lascia il corpo
dell'indemoniato.




"La distruzione di Sodoma" "Lot in fuga con le figlie
mentre la moglie viene tramutata in statua di sale
per aver disobbedito all'ordine di non guardare".




Acquasantiera con stemma nobiliare.





Acquasantiera decorata con tarsie policrome.




L'ultima colonna della navata settentriona
addossata alla parete di fondo si distingue
dalle altre, in granito, per essere l'unica realizzata
con marmo cipollino percorso da ampie venature.






SOFFITTO LIGNEO

















Il soffitto del transetto di stile arabo,
è stato parzialmente ricostruito nel XIX Sec.
in seguito ad un rovinoso incendio.



Particolare delle travature scoperte.








CAPPELLA DI SAN BENEDETTO

Cappella in classico stile barocco, risalente
alla seconda metà del cinquecento.




Le pareti sono rivestite di tarsie marmoree policrome
e ornate di puttini ed ovali che chiudono pregevoli
bassorilievi settecenteschi scolpiti da Giovanni Marino.




Altri bassorilievi del Marino con episodi della vita di San Benedetto.




"Gloria di San Benedetto"
scolpita da Ignazio Marabitti (1719-1797).
Di notevole effetto i due angeli
suonatori di violino e flauto.





PAVIMENTO IN TARSIE MARMOREE

Pavimento di epoca normanna.





Tarsie marmoree della seconda metà del '500







TOMBE REALI

Sarcofago in porfido (Sec XII) che conserva
le spoglie di Guglielmo I (Il Malo).




Il Sarcofago funebre di Guglielmo II (Il Buono) finemente
decorato con elementi vegetali che avvolgono gli stemmi
reali ed i cartigli con gli epitaffi.




















L'ORGANO


L'Organo a sei tastiere dei Fratelli Ruffatti da Padova (Sec. XX).









CAPPELLA DI SAN CASTRENSE

Al centro della Cappella un artistico baldacchino,
sorretto da quattro colonnine corinzie, conserva
nella seicentesca urna in argento le reliquie del Santo.







La volta affrescata del baldacchino.




Dietro l'altare una tela di Antonio Novelli ritrae
San Castrense e in ginocchio il Cardinale Ludovico II
di Torres a cui si deve la realizzazione della Cappella stessa ( 1595).




Il sepolcro con la statua in marmo
del Cardinale Ludovico II di Torres in preghiera.





Testo e foto di zio-silen

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