giovedì 4 novembre 2010

Fontane sulla strada per Monreale

FONTANA DEL PESCATORE




Francesco Testa, Arcivescovo di Monreale dal 1754 al 1773 (già Canonico del Duomo di Palermo, Vescovo di Siracusa nel 1748 e Supremo Inquisitore), si adoperò per realizzare lo stradone che tagliava il Monte Caputo e dalla palermitana Rocca conduceva alla cittadina normanna. Fece costruire anche delle fontane che, oltre a fungere da abbeveratoio per gli animali, estasiavano i viandanti con la sublime estetica.
Appena usciti da Palermo - lasciata alle spalle la Fontana dei due Draghi di Corso Calatafimi - la prima macchina d'acqua che si incontra lungo lo Stradone è quella realizzata dallo Scultore palermitano Ignazio Marabitti (*1719 +1797) nel 1768. Due gradini conducono ad una base ciottolata e disegnata geometricamente con basole. Al centro una grande vasca mistilinea che contiene una massa rocciosa circondata e sovrastata da puttini di richiamo serpottiano.



Due putti siedono su tre creature
marine, forse delfini, e reggono una grande conchiglia
.



La lapide incastonata nella roccia recita: PRAEBET AQUAM FONS ARBOR AMICAM SUFFICIT UMBRAM QUOD CUPIAS ULTRA LASSE VIATOR HABES. MDCCLXVIII.
Offre acqua la fontana, dell'albero sufficiente è l'ombra amica, di cos'altro ha bisogno il viaggiatore stanco. 1768.


La fontana viene chiamata
"DEL PESCATORE"

per via di questo puttino (vandalizzato)
scolpito nell'atto di pescare.



Palermo vista da Mezzo Monreale.



FONTANA DEL DRAGO



La seconda fontana sulla via per
Monreale
è quella detta "del Drago".
Rappresentazione
scenica, di gusto
barocco, in cui tre fanciulli
arrampi-
candosi nella roccia fuggono un 

drago che esce da una grotta.




Autore dell'opera Ignazio
Marabitti (1767).




IL Drago




Plastica rappresentazione del fanciullo, avvolto in panneggi, in salvo sulla sommità della roccia.
Sulla lapide marmorea ai suoi piedi è incisa l'iscrizione:
QUANTO PRAESTANTIUS ESSET NUMEN AQUAE, VIRIDI SI MARGINE ELAUERET NUDA HERBA NEC INGENUUM VIOLARENT MARMORA TOPHUM. MDCCLXVII.





Monreale e il suo Duomo
vista dalla Fontana del Drago.


FONTANA DEL MASCHERONE



La fontana ad emiciclo, caratterizzata da un mascherone dalla cui bocca fuoriesce l'acqua, è la terza che s'incontra salendo verso il paese alle falde del Monte Caputo. Voluta dall'Arcivescovo di Monreale, Francesco Testa, e realizzata nella seconda metà del '700, presenta linee neoclassiche. Le panche laterali, ad andamento concavo, sono affrescate sulle spalliere con colori che vanno dal giallo all'ocra. E' costituita da tre vasche di diversa misura disposte a degradare.



La prima conchetta, decorata
con un fiore,
in cui si riversa l'acqua
che fuoriesce dalla
bocca del mascherone.



Lo stradone per Monreale.


FONTANA DELL'ARPIA

Realizzata ad edicola un secolo prima delle altre (1665), mostra due paraste con capitelli compositi fiancheggiate da volute (presenti anche sullo zoccolo) di richiamo ionico. In alto un cartiglio fa da cornice allo stemma del committente.


L'ultima fontana nei pressi del paese
è quella caratterizzata da una Arpia
che, con le ali spiegate, sostiene la vasca.


Nella lapide marmorea si legge il 1665
quale anno di realizzazione.


Il Duomo visto dalla Fontana dell' Arpia.




Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen

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