mercoledì 20 ottobre 2010

Chiesa di Santa Cita (San Mamiliano)




In Via Squarcialupo, dirimpetto al Conservatorio di musica Vincenzo Bellini, si erge la settecentesca facciata della Chiesa di Santa Cita con le sue linee sobrie esaltate da quattro lesene che disegnano l'ordine superiore ed otto quello inferiore. I tre portali sono sormontati da figure della simbologia religiosa. L'interno, ad unica navata, si presenta ampio ed arioso, nonostante, a causa dei bombardamenti dell'ultima guerra, siano state eliminate le navate laterali irrimediabilmente danneggiate. Oggi, su un lato sorge la canonica. Nei primi anni del XIV Sec., nell'area su cui insiste l'attuale edificio, venne realizzata - per volere di facoltosi mercanti toscani che resiedevano nel quartiere - l'originaria chiesetta ceduta ai Domenicani all'inizio del quattrocento. Di tale struttura tuttora si possono ammirare alcune parti ben conservate, quali la Tribuna marmorea e l'Arco di Antonello Gagini. L'aula e le cappelle custodiscono, inoltre, splendide sculture, stucchi, decorazioni in raffinati marmi mischi, dipinti d'epoca, preziosi affreschi, mosaici e tele di artisti contemporanei.
L'Ordine domenicano, fruendo, tra l'altro, degli introiti derivanti dalla concessione a facoltose famiglie di spazi sepolcrali all'interno del Tempio, provvide, tra il 1583 ed il 1603, alla ricostruzione della chiesa, avvalendosi dell'opera progettuale dell'Architetto Giuseppe Giacalone.
La Chiesa di Santa Zita ("Cita" in dialetto toscano) è sede della Parrocchia di San Mamiliano.
Un loggiato tardocinquecentesco conduce all'omonimo Oratorio, famoso per i meravigliosi stucchi di Giacomo Serpotta.


PROSPETTO PRINCIPALE

Il cane con la fiaccola in bocca,
simbolo dei domenicani.

















"La carità" figura allegorica posta sopra il portale sinistro."La Fede" (il pesce, antico simbolo cristiano) figura allegorica posta sopra il portale destro.



 PRESBITERIO E ABSIDE


Il catino dell'abside a spicchi su cui si aprono
finestre squadrate che continuano lungo la navata.



Tribuna ed arco di Antonello Gagini (1478-1536) che i committenti, nel 1516, vollero per abbellire la chiesa del '400. L'altare maggiore d'epoca in marmi policromi. Nella tribuna gaginesca: la rappresentazione della "Natività" (ai lati le Sante Agata e Oliva), "La morte di Santa Cita" (Sante nelle due nicchie) e nella lunetta "Padreterno e angeli".



"Padreterno ed angeli"




"La morte di Santa Cita"





"Natività"






Fronte dell'Arco con Santi domenicani. Nell'imbotte, scene della vita di Santa Cita.



Stemma della nobile Famiglia
committente l'opera del Gagini.



San Mamiliano










TRANSETTO


"Crocifisso" (1614) dello scultore in legno
Salvatore Passsalacqua.




"Pietà" XV sec.
attribuita a Giorgio da Milano.

Ritovata qualche decennio addietro
sull'altare della Cripta dei Lanza 
finalmente liberata dalle macerie dei
bombardamenti dell'ultima guerra.






"Madonna della speranza" con l'ancora che rappresenta la fiducia in Cristo pur in mezzo alle avversità.


Affreschi sulle quattro vele della volta del transetto









 
Figure allegoriche ornano il timpano posto sopra l'altare in fondo dell'ala sinistra del transetto. Da un lato "La Fede"con la mano sul petto, il calice e gli occhi bendati, dall'altro una donna reca in mano il turibolo, simbolo della preghiera che sale verso il Cielo.




Ala SX del Transetto: "Fede" e "Carità"



Santa Cita (XVII Sec.)





"Beato Geremia resuscita il decapitato" (1785) tela di Antonio Manno (1739-1810).






 "Volto sindonico" di Pietro Buttitta (1915-1997) e "San Stanislao di Cracovia"







A SX: "Snta Chiara con l'Ostensorio e la Croce". A DX: Ambone in legno intagliato. Nello scudo, il cane con la fiaccola, simbolo domenicano.




Angeli suonatori (in stucco) ornano il timpano posto
sull'altare in fondo all'ala destra del transetto.



NAVATA

La navata unica le cui pareti ospitano le opere d'arte che seguono:








"Santa Agnese di Montepulciano" (1603)
di Filippo Paladini (1544-1614).


 
 
"Natività" - "L'Assunta" (Ignoto siciliano XVII Sec.)

















Nella foto sono visibili la volta a botte ed il reliquiario dietro l'altare.


CAPPELLA DEL ROSARIO


Le meraviglie barocche della Cappella del Rosario
in Santa Cita. Interamente rivestita di pregiati
decori in
marmi mischi e ornata di mirabili
rappresentazioni scultoree.






Pala d'altare con "Madonna, Bambino e Santi domenicani". L'affresco sulla volta della Cappella (XVII Sec.) è di Pietro Aquila.



Affresco di Pietro Aquila (1640-1692).



 


Nei riquadri, " I dieci misteri del Rosario" (XVII Sec.) di Gioacchino Vitaliano.


 TEATRINI DEL VITAGLIANO CON EPISODI DELLA VITA DI GESU'






















Stucchi decorativi nella volta della Cappella del Rosario.






Putti ornamentali policromi ni pilastrini all'igresso della Cappella del Rosario.


















 Lapidi sepolcrali con tarsie policrome
sul pavimento della Cappella del Rosario.






CAPPELLA E CRIPTA DEI LANZA DI TRABIA

Ingresso alla cripta della Cappella Lanza
Sul fondo, il monumento funebre
di Giuseppe e Pietro Lanza di Trabia
realizzato dallo scultore modenese
Giuseppe Obici di Spilamberto (1807-1878).




 
Cripta dei Lanza.  



  
L'anonimo sepolcro con marmorea fanciulla dormiente in cui, secondo recenti ricostruzioni si troverebbe la salma della Baronessa di Carini, Laura Lanza , uccisa nel 1563 dal padre Cesare Lanza. Nel soprastante  sarcofagono coni due stemmi e lapide commemorativa centrale riposa il nonno di Laura, Blasco Lanza.



Due sepolcri, affiancati a quelli di Laura e Blasco, accolgono le spoglie di Cesare Lanza e della sua seconda consorte, Castellana Centelles.

 
Madonna del Parto (Sec. XVIII)


CAPPELLA SCIROTTA





Sarcofago di Antonio Scirotta
realizzato nei primi del '500 da Antonello Gagini.
L'edicola marmorea presenta due bassorilievi
con i Santi Antonio e Girolamo.
Nella lunetta
: "Vergine con Bambino ed Angeli".




"Annunciazione" : Maria (Sec. XVI),
L'Angelo (Sec.XVIII).



CAPPELLA MISTERI DELLA LUCE

Arco marmoreo di Antonello Gagini (1517).
"La mistica cena" mosaico dell'iconografo
albanese Josif Droboniku (2003)
.
Nello zoccolo dell'Arco, lo stemma dei committenti:
I Platamone. Nella lunetta sono rappresentati
la Sibilla
Cumana e L'Imperatore Ottaviano (in ginocchio).
In alto, nello scudo, la Madonna con il Bambino e Angeli.






L'annunzio del Regno. Il battesimo di Gesù.



Le nozze di Cana.


GIARDINO

 
 Una scala porta dal giardino all'Oratorio di Santa Cita.





Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen

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1 commento:

Gio' ha detto...

La storia, le descrizioni e le foto riportate sono un valido strumento per riscoprire i tanti tesori della ns. città :
zio Silen e' una valida guida on line per il turista pigro verso la propria città-