lunedì 12 luglio 2010

CHIESA DI SANTA TERESA ALLA KALSA (l'interno)




I visitatori che, dopo avere ammirato l'esterno del tempio seicentesco e soprattutto la maestosa facciata barocca che domina Piazza Kalsa, accedono all'interno notano immediatamente che l'aula dedicata al culto, a navata unica, ha proporzioni inferiori a quelle che i volumi della struttura lascerebbero immaginare. Ma la sorpresa iniziale lascia ben presto posto alla meraviglia ed all'ammirazione per l'armonia, gli equilibri, la particolare luce, i colori, l'atmosfera che si presta al raccoglimento, l'inseguirsi di ornamenti, coretti, nicchie, stucchi, statue di santi, affreschi. Di notevole impatto cromatico le pregevoli tele d'epoca poste sugli altari addossati alle pareti laterali.
L'Architetto di tanta beltà fu Frate Giacomo Amato (1643-1732) dell'Ordine camilliano. La Chiesa fu ralizzata, tra il 1686 ed il 1806, per volere delle Carmelitane Scalze del vicino Convento (in seguito sede dell'Istituto delle Artigianelle).


Il catino dell'abside decorato con stucchi
di mano serpottiana.





L'altare maggiore impreziosito
da cornici dorate, pietre nobili ed artistici angioletti.
Le colonnine del Tabernacolo sono rivestite di ametiste.




La tela sull'altare, ispirata all'affermazione della divina
maternità
della Santa Vergine, è stata realizzata verso la
metà del '700 da Gaspare Serenario (1707-1759).




Nicchia dell'abside con la Santa titolare della Chiesa.
Autore: Giacomo Serpotta (1656-1732) che, con la
collaborazione del fratello Giuseppe e del figlio Procopio,
relizzò anche la statua di Sant'Anna e gli altri ornamenti in stucco.




Sant'Anna del Serpotta




Dipinto di Antonio Grano con la
rappresentazione di un simbolo eucaristico:

"La profanazione del sacrificio"
(Il figlio di Eli prende la carne oggetto
del sacrificio suscitando le ire del sacerdote).




Antonio Grano (1660-1718):
La pia Rut raccoglie le spighe,
simbolo eucaristico.




Alla sinistra dell'abside, l'affresco di Antonio Grano
recante l'episodio biblico della vedova di Zarepta di Sidone
che dona un pane (simbolo eucaristico) al Profeta Elia,
nonchè pregevoli stucchi serpottiani.




Antonio Grano:
l'uva, simbolo eucaristico.




"Sacra Famiglia con Gioacchino ed
Anna benedetti dall'Eterno"(1720)

 tela di Giovanni Odasi (1663-1731).





Mirabile realizzazione scultorea del 1781
di
Ignazio Marabitti (1719-1797):
Crocifisso ligneo; ai suoi piedi la Vergine,
la Maddalena e San Giovanni; in alto il Padre.





Particolare dell'opera del Marabitti: il Padreterno.




Crocifisso ligneo del Marabitti.




La Vergine, la Maddalena e San Giovanni
ai piedi del Cristo.



Sebastiano Conca (1680-1764):
Madonna del Carmine con i domenicani
San Giovanni della Croce e San Simone Stock che riceve lo scapolare.




"Estasi di Santa Teresa"(1722), tela del pittore
fiammingo Guglielmo Borremans (1672-1744).
Il dardo fiammeggiante rappresenta il dolore
della Santa che rivive la passione di Cristo.




La balaustra in legno della Cantoria di Sx
con intarsi dorati ed applicazioni in stucco.




Il Fercolo che, per tradizione, viene
portato in processione dai fedeli
la domenica successiva al 16 luglio
( giornata
di celebrazione della Madonna del Carmelo).





Crocifisso ligneo settecentesco
realizzato dal Cappuccino Benedetto Valenza.





Statua della titolare della Chiesa.
Nel libro capovolto si legge il motto
di Santa Teresa d'Avila: AUT PATI AUT MORI.





Il Bambinello di Praga,
sulla Dx uscendo dalla Chiesa.





Nicchia con il Bambinello di Praga
ed acquasantiera.




Mosaico decorativo dietro l'inginocchiatoio.





Teca con la dormienza di Santa Teresa di Gesù Bambino
di Lisieux, vergine e dottore della Chiesa.





Particolare del simulacro di Santa Teresa di Lisieux.





Il Coro, sopra l'ingresso, sotenuto da archi
decorati e da otto colonne marmoree.





Nicchia con ripiano per la statua
marmorea della Madonna.





La Madonna del Carmelo
nella nicchia musiva in oro.




Il pavimento progettato
da Giacomo Amato (1643-1732)

e realizzato con tarsie marmoree policrome.




Particolare del pavimento dell'entrata.





Testo e foto di zio-silen



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2 commenti:

Anonimo ha detto...

La statua marmorea dormiente, non è Santa Rosalia, in realtà raffigura l'Estasi di S. Teresa.
cmq complimenti per il sito!

Anonimo ha detto...

bellissimo questo sito complimenti