lunedì 21 giugno 2010

La Chiesa di Sant'Ignazio all'Olivella


In Piazza Olivella, nella zona della movida cittadina, si erge con la sua maestosa mole la splendida Chiesa di Sant'Ignazio all'Olivella. Si narra che l'imponente edificio di culto - sede dei padri dell'Oratorio di San Filippo Neri - sia stato eretto sui resti della Villa della Nobile Famiglia Sinibaldi che diede i natali alla fanciulla che diverrà l'amata Patrona dei palermitani: Santa Rosalia. Dal latino "olim villa" (una volta la villa) si fa derivare la denominazione "Olivella". L'interno assunse l'attuale aspetto neoclassico verso la metà del settecento dopo un radicale intervento architettonico di Venazio Marvuglia (1729-1814). Presenta una pianta a croce latina con due colonnati di sei elementi ciascuno che separano le tre navate ed offre al visitatore un mirabile scenario composto da marmi policromi, pietre rare, stucchi, tele e sculture di insigni artisti che operarono prevalentemente tra il seicento e l'ottocento. Ricordiamo, tra gli altri, Filippo Paladini ( "Martirio di Sant'Ignazio" nel transetto), Guglielmo Borremans, Sebastiano Conca, Giovan Battista Ragusa, Salvatore Lo Forte, Pietro Volpes. Tra le Cappelle spicca per rcchezza ornamentale quella del Crocifisso (progettista Mariano Smeriglio) protetta da una cancellata in ottone. Dal transetto si accede all'Oratorio le cui pareti recano preziosi stucchi di Ignazio Marabitti (1719-1797).


SX: La facciata in stile barocco-romano risale al 1690 con i due campanili aggiunti nel 1752. In epoca successiva vennero collocati gli orologi. DX: All'interno del timpano una spendida "Madonna con Bambino" 
4del XVII Sec..

La costruzione del corpo principale della Chiesa fu avviata, su progetto di Antonio Muttone, nel 1598 e fu definita, senza la cupola, nel 1622. Nella foto le tre navate, il pavimento in marmo decorato, i colonnati e l'altare maggiore con il pregevole dipinto di Sebastiano Conca.



PRESBITERIO ED ABSIDE






















SX: Sul timpano gli stucchi di Gaspare e Giuseppe Firriolo (XVIII Sec.) che rappresentano "La Gloria". In posizione seduta le allegorie della Pace e dell'Unità. In rosso la scritta in ebraico "Jahvè".
DX: Sull'altare maggiore: "Trionfo della SS. Trinità" (1740 ca.) di Sebastiano Conca.








Sul fianco sinistro dell'altare: statua di San Pietro scolpita da Ignazio Marabitti (1719-1797). Nelle nicchie laterali gli evangelisti con i rispettivi simboli: Luca (bue), Giovanni (aquila). Sul fianco destro dell'altare statua di San Paolo sempre di Ignazio Marabitti. Nelle nicchie laterali gli evangelisti con i rispettivi simboli: Marco (leone), Matteo (angelo).


 

SX: La volta a riquadri con episodi biblici dipinti nel 1790 da Antonio Manno (1739-1810).
DX: I due organi e relative cantorie viste dalla navata laterale destra.

CAPPELLE DI SAN ISIDORO E DI S. GIOV. BATTISTA


 
Prima Cappella a destra: "Miracolo di San Isidoro Agricola" tela attribuita al sarzanese Domenico Fiasella (1589-1669). SX: Cappella interamente decorata con marmi mischi e stucchi . Progettata dallo scultore Gaspare Guercio (1611-1679). Inconsueto il motivo della balaustra in marmo. La tela sull'altare raffigura Santa Gemma Galgani di Benedetto Zangara (1913-1996).


Bellissimo quadro raffigurante la Madonna della Salute,
dove la stella a otto punte è simbolo mariano.



CAPPELLA DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE





Statua in legno, vestita in argento, dell'Immacolata Concezione
di Alessandro Bagnasco scultore di metà ottocento che seppe
dare al viso della Vergine una espressione puramente materna.



 
SX: Nella nicchia: il Profeta Isaia. Nel tondo: Annunciazione.
DX:Nella nicchia: Davide. Nel tondo: Natività.


CAPPELLA DI SANTA ROSALIA



"Santa Rosalia incoronata dalla Vergine": tela attribuita a Filippo Randazzo pittore nato a Nicosia nel 1695 e morto, per alcuni studiosi, nel 1744, per altri nel 1748.









Affresco monocromatico della Cappella con Santa Rosalia in adorazione del Crocifisso.
A destra: Estasi di Santa Rosalia nel suo eremo (grotta) sul Monte Pellegrino.

Affreschi sulla volta di Antonio Manno.

 



 "Martirio di Sant'Ignazio" (1613)  e  "Madonna in Gloria con Santi" 
 del pittore toscano Filippo Paladini (1544-1614). .

SX: Tela recente con Gesù Misericordioso. In basso ritratto di Faustina Kowalska (proclamata santa nel 2000), la suora polacca che nel 1931 ebbe la visione del Cristo benedicente, con due raggi di luce, uno rosso ed uno bianco (simboli del "Sangue che è la vita delle anime e dell'Acqua che giustifica le anime"), che uscivano dal petto. 




 
Nicchia con simulacro in marmo. San Giovanni Battista

 














La Cupola (interno ed esterno), progettata da Francesco Ferrigno, venne approntata dal Marvuglia nel 1732. Parzialmente ricostruita nel dopoguerra in seguito ai danneggiamenti subiti, unitamente a parte del transetto, durante i bombardamenti.



CAPPELLA DELL'ARCANGELO GABRIELEL'Arcangelo Gabriele con in mano il giglio ed a fianco il Santo.
Dipinto dal maestro monrealese Pietro Novelli (1603-1647)



 
SX: Sulle pareti laterali i monumenti funebri di gusto neoclassico dei Principi Castello.
DX: Nella lapide si legge del decesso avvenuto nel 1792 del Principe Gabriele Lancillotto Castello.


Affresco nella volta della Cappella.



CAPPELLA DELLA SANTA VERGINE




SX: Sposalizio della Vergine.
DX: Sacra Famiglia.



 
SX: Meditazione di Sant'Ignazio.DX: "Santa Maria Goretti".

CAPPELLA DEL CROCIFISSO

 
SX: Cappella del '600 dai ricchi ornamenti in pietre nobili e fregi dorati, chiusa da una artistica cancellata in ottone, progettata dall'" Architetto del regno" Mariano Smeriglio.
DX: Spendido Crocifisso ligneo seicentesco su reliquiario chiuso da vetrata a disegni geometrici.


Nicchie con l'Addolorata e San Giovanni.


Il paliotto dell'altare realizzato con tarsie policrome
che danno profondità architettonica all'insieme.



CAPPELLA DI SAN FILIPPO NERI

L'ultima cappella della navata sinistra, contigua al transetto, é dedicata a San Filippo Neri. Ricca di decorazioni in marmi policromi. Reca una lapide commemorativa con l'indicazione del 1622 quale anno di realizzazione. "L'apparizione della Vergine a San Filippo Neri" (1740 ca.) è di Sebastiano Conca.


 
 "San Giuseppe e Gesù". "San Gioacchino e Maria" (inizi XVIII Sec.) di Giovanni Battista Ragusa.


 
SX:Busto di San Filippo Neri. DX: Miracolo di San Filippo Neri.



Decorazioni in stucco sopra le finestre.



 












 Particolari delle decorazioni con angeli e festoni dorati.



Di gran pregio il pavimento realizzato con tarsie marmoree
policrome. La ghirlanda rotonda chiude il simbolo della
Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri:
un cuore fiammeggiante.



 
Particolari del prospetto in stile barocco romano.Il portale principale risale alla fine del seicento.


 
SX: Decorazione delle porte sapientemente decorate. I leoni simboleggiano il martirio di Sant'Ignazio mentre il cuore fiammeggiante è il simbolo della Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri.
DX: Portale laterale.


Oratorio di Sant'Ignazio All'Olivella (1769). Progettato da Venazio Marvuglia. Stile neoclassico.L'angelo sul timpano è attribuito a Filippo Pennino, scultore settecentesco. Nel pavimento interno si apre il "Pozzo di Santa Rosalia" che fa il paio con l'altro - distante pochi passi - sito nel cortile dell'Oratorio di Santa Caterina d'Alessandria.



Bassorilievi con putti sulla facciata dell'Oratorio.






Edicola votiva con San Filippo Neri
sul prospetto laterale destro.


Via dell'Orologio (la denominazione si ritiene che nasca
dall'orologio del campanile della Chiesa Di Sant'Ignazio
all'Olivella sullo sfondo).




Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen
Foto e didascalie di Leo Sinzi (zio-silen)

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2 commenti:

giuseppe 95 ha detto...

il servizio fotografico e molto bello complimenti però la statua che hai titolato come mari bambina in realta e s. maria goretti .grazie

zio-silen ha detto...

Ringrazio giuseppe 95 per il cortese contributo.