martedì 29 giugno 2010

Esedre e statue allegoriche di Villa Giulia

 
La Villa, che risale al 1778, sorse su impulso del Pretore di Palermo, Marchese Antonino La Grua e assunse il nome della Principessa Giulia D'Avalos D'Aragona moglie del Vicerè del tempo Don Marco Antonio Colonna , Principe di Sonnino e Stigliano, che governò la Sicilia dal dal 1775 al 1781. Ne fu progettista Nicolò Palma, Architetto alle dipendenze del Senato della Città. Dei quattro accessi originari ne rimangono tre: quello su Via Lincoln (il solo aperto al pubblico), quello, in stile neoclassico, che insiste sul Foro Italico e quello che si apre sull' attiguo Orto Botanico. Il giardino, che è strutturato in forme geometriche intersecate da lunghi viali alberati, è stato concepito con una visione simbolica e metafisica (il cerchio, ad esempio, richiama il divino, i quadrati la materialità terrena; gli alberi giganteschi tendono all'unione cielo-terra, ecc.). Ricchissima e lussureggiante la vegetazione composta da piante mediterranee ed esotiche. Colpiscono il visitatore le gigantesche palme del viale d'entrata e gli innumerevoli, maestosi, ficus.

^ I filari di palme del viale d'accesso.

 
^ SX: Una delle 4 esedre della Villa risalenti al 1866: Trattasi di strutture architettoniche semicircolari con colonnine doriche. DX: Esedra, in stile neoclassico, recentemente restaurata unitamente alle altre.

 




^ SX: L'esedra posta allo sbocco del viale d'accesso. In primo piano una Cycas centenaria. DX: Le esedre in passato ospitavano orchestrine che allietavano i visitatotori.

< Particolare della volta affrescata di una esedra.




^ lo slargo circolare con la fontana del dodecaedro
e le esedre allocate lungo il perimetro.

^ La lira, simbolo della musica, posta al culmine delle esedre.

^ Il piazzale del genio.

^ SX: Il Genius Loci, nume considerato protettore laico della Città, domina la Fontana del Genio. La tradizione vuole che il serpente che ne morde il petto rappresenti l'accoglienza e il nutrimento che Palermo offre anche a chi si rivelerà nemico e traditore. Il Triscele nel medaglione in basso è chiaramente simbolo della Sicilia (Trinacria).
DX: Il Genio di Palermo, mirabile scultura , datata 1778, di Ignazio Marabitti che si è profuso in figure simboliche di contorno quali lo scettro che rappresenta il regno, il cane simbolo di fedeltà, l'aquila che richiama la Città (ne è l'insegna), il fascio littorio con verghe e ascia che simboleggia il potere di vita e morte e la cornucopia colma dei frutti dell'abbondanza.

^ Nella roccia su cui siede il Genio sono collocate due lapidi marmoree con scritto:
1) ANGUEM AQUILAM ATQUE CANEM PRUDENS AUGUSTA FIDELIS PALLADIS ET CERERIS DONA PANORMUS HABET (versi del poeta palermitano Giuseppe Delfino);

2) PRIMA SEDES CORONA REGIS ET REGNI CAPUT.

^ Nella foto le sculture ad emiciclo attorno al Genius Loci. Il significato allegorico è chiarito da apposite illustrazioni (concernenti tutte le statue) poste, a cura dell'Assessorato al Centro Storico, all'ingresso della Villa.

 
^ SX: "L'Abbondanza" di Ignazio Marabitti (1779). DX: "La Gloria" di Ignazio Marabitti (1779).

 
^ SX: Statua del gruppo allegorico del 1780. DX: "L'Eresia " di Lorenzo Marabitti (1780).

 
^SX: "L'Ozio" (1784). DX: "L'Infedeltà" (1784)

 
^ SX:  "La Maldicenza" (1784). DX: "Lo Scisma greco" di Lorenzo Marabitti (1780)


^ SX: La Fontana del dodecaedro. DX: "L'Atlante" di Ignazio Marabitti (1784) sostiene l'orologio dodecaedro

^ SX: "Il Pescatorello" di Benedetto Civiletti (1875). DX: "Il piccolo moro" primi del '900, imbrattato da demenziali scritte di stolti.

^ Il Carro di Santa Rosalia, realizzato per il Festino 2008, conservato all'nterno della Villa.



^ SX: Un angolo del giardino all'ombra dei ficus. DX: La cancellata perimetrale dopo il restauro.

^  SX: Ingresso monumentale neoclassico sul Foro Italico. DX: Prospetto interno dell'ingresso ^ principale.



^ Ingresso lato Orto Botanico (opposto a quello monumentale).

^ Piantina del Comune di Palermo (esposta al pubblico)
da cui risulta chiaramente il disegno perfettamente
geometrico della Villa.



Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen

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