lunedì 5 aprile 2010

Oratorio di Santa Caterina d'Alessandria

Palermitani e turisti che, dopo aver visitato la splendida Chiesa di Sant'Ignazio all'Olivelladesiderano ammirare anche il frutto dell'estro di Procopio Serpotta, nato nel 1679 e morto nel 1756, (figlio naturale del famoso stuccatore Giacomo) e le altre numerose opere d'arte presenti nell'Oratorio di Santa Caterina d'Alessandria, non devono fare che pochi passi sopra le basole di Via Monteleone per restare..., spesso, delusi. L'edificio di culto - splendido esempio dell'arte serpottiana e non solo -, infatti solo raramente viene aperto al pubblico. La sobria facciata (1740) offre ben poco all'osservatore: due paraste ai bordi;



un portale in pietra  con  volute e architrave aggettanti



e due vassotti sul cornicione d'attico. Del tempietto fanno cenno scritti risalenti al 1638 (possibile anno di ultimazione dei lavori strutturali). Nel tempo venne abbellito con decorazioni nella volta
 e nelle pareti che ebbero la loro apoteosi negli stucchi serpottiani realizzati nel quinquennio 1719-1724.






 L'arte di Procopio venne apprezzata dai committenti, al punto di offrirgli  l'ammissione nella Compagnia di Santa Caterina d'Alessandria (costituitasi fin nel 1593). 

Molte le figure allegoriche, prevalentemente muliebri, presenti nel tempio: "Sapienza" (Santa Caterina D'alessandria, nota per il suo "sapere", è Patrona di artisti e sapienti)  e "Scienza" assise su mensole della controfacciata;
 

 "Carità, Fede, Speranza e Fortezza" (bassorilievi) sulla volta;


 
 


simulacri parietali rappresentano "Dialettica, Geometria, Fisica, Teologia" a sinistra

 







 e "Astrologia, Geografia, Etica, Retorica" a destra.

 



 


Altri stucchi raffiguranti le Sante Oliva e Ninfa sono sui rinfianchi dell'Arco di Trionfo che anticipa il Presbiterio,





 mentre le Sante Rosalia ed Agata fiancheggiano l'altare maggiore. 


  
Episodi della vita della Santa titolare sono raccontati nei teatrini posti sia sotto le arcate ribassate della loggia tripartita che ospitava il coro (e che conserva un settecentesco Organo ligneo dipinto) sia lungo le pareti longitudinali.



 








 










L'affresco della volta reca "Santa Caterina in Gloria" di Antonio Grano (1660-1718), con interventi successivi di Filippo Randazzo (1692-1744). 
 
Sulla volta del Cappellone, affresco con Angeli che accompagnano Santa Caterina verso il Cielo; nei pennacchi, altri angeli recano oggetti simbolo della Martire.



Sul fronte dell'altare maggiore è realizzato, a rilievo dorato, "Il sacrificio di Isacco".
 

Tra le tele ricordiamo: "Sposalizio di Santa Caterina d'Alessandria", collocato nell'antioratorio, probabile autore Gapare Bazzano (1562-1630) detto lo Zoppo di Ganci,
 

 (Nell'Antioratorio  è presente - più volte - la rossa croce quintupla dei Cavalieri)
 
da non confondere con Giuseppe Salerno parimenti chiamato lo Zoppo di Gangi (1588-1630) che invece dipinse (1609) il "Martirio di Caterina" (pala dell'altare maggiore);

 "Madonna con Bambino" di Vincenzo degli Azani da Pavia (m. 1557) posto al centro della parete di fondo, sopra il seggio di mogano arricchito di verniciatura argentea e  tarsie in avorio e madreperla, nel quale sedevano i Superiori della Compagnia;
 

 

 "Scene della vita di Caterina" nei due quadroni del Presbiterio e negli spazi ovoidali disposti ad intervalli lungo le spalliere dei sedili destinati ai Confrati.





 

La pavimentazione, opera di Giocchino Vitaliano (1669-1739) e aiuti, è costituita da marmi policromi assemblati in geometrie con una grande stella coronata, ad otto punte, in posizione centrale.

 

Su uno dei lati brevi dell'attiguo cortile si possono ammirare tre archi a sesto acuto sorretti da colonne di pietra: resti ben conservati di strutture quattrocentesche.


L'Oratorio, realizzato tra il XVII ed il XVIII Sec. per volere della Compagnia di Santa Caterina d'Alessandria,  dal 1946, è prestigiosa sede  dell'Ordine dei Cavalieri Gerosolomitani del Santo Sepolcro, Segreteria della Sezione di Sicilia
L'edificio venne eretto nei pressi del sito dove sorgeva una Cappella  (entrata nella disponibilità della Compagnia dell'Oratorio di San Filippo Neri nel 1594) dedicata a Santa Rosalia che in quella zona abitò giovinetta. Infatti il padre, Conte Sinibaldo, discendente di Carlo Magno, possedeva una Villa in quel quartiere, poi chiamato "Olivella" dal latino "olim villa" (una volta la villa). 
Nel cortile dell'Oratorio è visibile il pozzo della dimora della Santuzza.
 

Un cartiglio marmoreo, dai plastici svolazzi, ricorda il Cardinale Ruffini che il 30 luglio 1946 benedisse la sede dell'Ordine ed "i locali della risorta Compagnia di Santa Caterina d'Alessandria". Compagnia soppressa dai venti anticlericali che spirarono dopo l'Unità d'Italia del 1861.


Dinanzi le arcate ogivali dell'atrio
 

 è la statua bronzea dedicata al Cavaliere del Santo Sepolcro.

 
Sulle pareti sono esposti bassorilievi a tema religioso, stemmi, lapidi commemorative e una immagine dell'Immacolata Concezione realizzata su piastrelle di ceramica.




















 "Deposizione" donata ai Cavalieri da privati.


Sbirciando attraverso le ampie vetrate che separano il cortile da un locale interdetto ai visitatori, si può ammirare una pregevole "Annunciazione" attribuita alla scuola del Novelli (1603-1647).


La lapide marmorea posta sopra l'ingresso di Via Monteleone reca questa scritta: 


D.O.M.
SACRAM  HANC AEDEM  S. CATHARINAE
V ET M DICATAM SUB OLIVELLAE TITULO
ANNO 1401 PROPIO SUMPTU AEDIFICARUNT
EIUSDEM MARTYRIS SODALES QUIBUS TUM
CONTERMINAM VETUSTAMQ. S. ROSALIAE EC-
CLESIAM, UBI TAMQUAM IN FELICITATIS HOR
TO PATRIAE DELICIUM GERMINASSE CREDI-
TUR UBERTINUS DE MARINIS ARCH. PANOR
ANNO 1415.  EXCOLENDAM TRADIDIT (CONCIVIS
MEMORATAE DELUBRO AN. 1594 AB USDEM CONFRA-
TRIBUS SEDULAE CONGREGATIONIS ORATORY CURAE
CONCESSO) PIETATIS STUDIO HANC SPLENDIDIUS EXORNA-
RUNT ET AMOR SODALITATIS, UT PERENNIS VIVERET OB-
SEQUENTIS ANIMI MONUMENTUM HOC IN LAPI-
DE AETERNUM COMMENDAVIT ANNO 1740.





La facciata laterale dell'Oratorio. Sotto il cornicione d'attico lo stemma dell'Ordine: scudo con Croce quintupla di Gerusalemme. In alto, nell'immagine, il campanile della vicina Chiesa di Sant'Ignazio all'Olivella .






Foto e didascalie di Leo Sinzi

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