giovedì 15 aprile 2010

CHIESA DI SAN GIOVANNI DEGLI EREMITI



La Chiesa di San Giovanni degli Eremiti fu edificata, per volere di Ruggero II, nel 1148, sui resti di una preesistente costruzione islamica (di cui sono visibili alcune parti). Fu restaurata dal Patricolo nel 1882 che la ripulì dalle sovrapposizioni, rportandola alle linee originali. Costituita da elementi architettonici di forma cubica, sormontati da cupole di colore rosso, rappresenta un esempio di edificio di culto cristiano realizzato da maestranze islamiche.
L'interno si presenta severo e spoglio di ogni decorazione che avrebbe potuto distrarre da preghiera e liturgia.
Presso la Chiesa si può ammirare un chiostro benedettino (Sec. XIII) che faceva parte del convento dell'ordine monastico cui re Ruggero affidò la chiesa e tutte le attività connesse: riti, accoglienza di indigenti e pellegrini, tumulazione nell'annesso cimitero dei cortigiani di alto lignaggio, assistenza spirituale alla famiglia reale (ad opera dell'Abate che godeva di grande considerazione e prestigio).
San Giovanni degli Eremiti sorgeva sulle rive del fiume Kemonia, a pochi passi dal palazzo reale.

Particolare del prospetto laterale con conci di tufo
perfettamente squadrati e assemblati senza decori.
La chiesa presenta tre absidi di cui solo la
maggiore visibile dall'esterno.


La prima immagine che si presenta ai visitatori entrando
nel complesso monunentale di San Giovanni degli Eremiti:
bifore sul muro di recinzione del chiostro benedettino
immerse nel verde lussureggiante del giardino.





 
L'interno della cupola del corpo principale con le caratteristiche nicchie angolari sul tamburo.




    

^ SX: Ambiente di gusto arabo con finestre ad arca sesto acuto all'interno e feritoie all'esterno.
DX: Particolare del corpo centrale, costituito  da due ambienti, sormontati da altrettante cupole, separati da arcate sorrette da pilastri.



< Affreschi di soggetto religioso
di epoca medievale (Sec. XV)




^ Scritte che affiancano gli affreschi.




 

SX: Cupoletta con finestrelle che assicuravano adeguata illuminazione agli ambienti.
DX:  La cupoletta all'estrema destra del  transetto costituisce la copertura  del campanile.


SX: Il transetto si presenta con tre ambienti - ognuno
con rispettiva cupola - separati da archi.
DX: Particolare di una finestrella ogivale
di impronta islamica, esposta verso oriente.



IL CHIOSTRO

Il lato sud del chiostro duecentesco.





 
SX: Ingresso al chiostro. Sullo sfondo il Palazzo Reale. DX: Il pozzo che immette alla cisterna di età islamica.




 
^ Il chiostro con colonnine binate.


Chiostro lato ovest.





Resti che si presume facessero parte del distrutto Convento di Sant'Ermete. Nella nicchia si intravede un affresco di figura muliebre che, probabilmente, rappresenta Maria.


Gli archi del chiostro visti dal giardino.





<  Parete esposta verso sud.


Le cupolette di gusto arabo viste dal lussureggiante giardino. Alcuni studiosi affermano che le cupole, in origine di colore bianco, siano state, successivamente, intonacate in rosso. ^


Il giardino con aranci, mandarini, palme, agavi,
fichidindia e dozzine di varietà di spendide piante.





La Cattedrale di Palermo fa parte Patrimonio dell'Unesco all'interno dell''Itinerario Arabo-Normanno che si snoda tra Palermo, Monreale e Cefalù.


Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen
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5 commenti:

Andrea ha detto...

A proposito delle cupole di San Giovanni degli Eremiti, gli studiosi che affermano che le cupole in origine erano di colore bianco hanno ragione. Rilevo da un articolo scritto da Rosario La Duca, e pubblicato dal Giornale di Sicilia circa venti anni fa, che le cupole della chiesa di San Giovanni degli Eremiti non furono mai rosse. E' da osservare, infatti, che i numerosi viaggiatori italiani e stranieri che a partire dal XVIII secolo visitarono Palermo, pur descrivendo la chiesa di San Giovanni degli Eremiti con ricchezza di particolari, non fecero mai alcun cenno al rosso delle cupole, per il semplice fatto che a quel tempo non erano rosse. Doveva addirittura mancare l'originario intonaco di rivestimento, come chiaramente si può osservare in una litografia a colori inserita in un'opera di Henry Gally Knight sull'architettura arabo - normanna in Sicilia, edita a Londra nel 1840. Né rossa era a quel tempo la cupola della Piccola Cuba che, in altra tavola della stessa opera appare rivestita con intonaco color grigio cenerino. Scrisse il pittore francese Gastone Vuillier (1847-1915), che giunse a Palermo nel marzo del 1893: << Presso il Palazzo Reale, di contro alla piazza della Vittoria, sta la chiesa di San Giovanni degli Eremiti. Da lontano le sue cupole rosse spiccanti sul fondo azzurro del cielo, fanno pensare ad una moschea >>. Autore del miracolo cromatico fu il noto architetto Giuseppe Patricolo (1834-1905), docente universitario. Il Patricolo come ha affermato il professore Giuseppe La Monica -<>. Era solito redigere un'accurata relazione per ogni restauro da lui progettato e diretto e, per quanto riguarda la chiesa di San Giovanni degli Eremiti annotò: <>. In base a questa sua interpretazione del colore originario del rivestimento, fece rivestire con intonaco rosso vivo sia le cinque cupole della chiesa di San Giovanni degli Eremiti che quelle di altre chiese normanne di Palermo da lui restaurate.

zio-silen ha detto...

Grazie Andrea,

curiosità, aneddoti, apporti storici afferenti i nostri beni culturali sono sempre graditi.

Andrea ha detto...

Carissimo zio-Silen,
nell'articolo che ti ho inviato alcuni pezzi del commento che avevo scritto, all'atto della pubblicazione sono risultati mancanti. Le parti che non ci sono le scriverò tra parentesi in modo da completare il testo : 1 - (...Giuseppe La Monica - << da buon seguace dei criteri teorico metodologici del francese Eugène Viollet-le-Duc, adottava costantemente nel restauro dei monumenti tutta l'antiscientificità del ripristino >>. Era solito redigere ecc...)
2 - (...Eremiti annotò:<>. In base ecc...

Andrea ha detto...

Riscrivo il secondo pezzo mancante da inserire nel testo principale (...Eremiti annotò: nel restauro delle cupole fu riprodotto il colore rosso cupo di un avanzo di intonaco rinvenuto sul posto, simile in tutto a quello che pure si rinvenne nella cupola di Santa Maria dell'Ammiraglio ed in quella di San Cataldo. In base ecc...)
Sono spiacente ma non capisco come mai il testo non sia stato pubblicato tutto per intero.

zio-silen ha detto...

Ciao Andrea,

qualora (confidando nel favore della dea degli internauti) volessi riunire le tre parti del tuo commento in un solo testo, il sottoscritto provvederebbe a cancellare i duplicati parziali.

Grazie a nome dei potenziali lettori.