giovedì 29 aprile 2010

LA CATTEDRALE DI PALERMO: L'INTERNO



Dopo averne trattato - in data 03/12/2009 - "l'esterno", in questo post mi propongo di illustrare con immagini e didascalie l'"interno" della Cattedrale di Palermo, limitatamente agli ambienti principali che costituiscono le tre navate, il transetto, il presbiterio, l'abside e le relative opere ornamentali.
 

Le Tombe Reali, il Tesoro, la Cripta e la Cappella di Santa Rosalia sono oggetto di apposito spazio.



I pilastri che reggono le arcate sono abbelliti con colonnine binate che risalgono all'epoca del fondatore della Chiesa - l'Arcivescovo Gualtiero Offamilio ( XII Sec.) - e con statue di Santi che originariamente ornavano la Tribuna gaginesca dell'abside, smantellata nel corso della ristrutturazione effettuata sul finire del 1700, con gusto neoclassico, sulla base del progetto dell'Architetto Ferdinando Fuga.


Un modellino in scala della Tribuna del Gagini si trova al Museo Diocesano.


Statua raffigurante Santa Cristina
facente parte del gruppo
(nelle immagini che seguono)
alla cui ralizzazione parteciparono
i discendenti di Antonello Gagini.





 
Antonello Gagini prestò la sua opera nella Tribuna dal 1509 fino alla morte avvenuta nel 1536. Dopo la morte di Antonello l'opera scultorea proseguì  per mano dei figli Fazio, Giacomo, Vincenzo e Antonio (quest'ultimo figlio di prime nozze insieme a Giovanni Domenico).





La Tribuna dei Gagini comprendeva circa settanta opere tra statue e bassorilievi.






Gran parte delle opere della Tribuna furono allocate all'interno della Cattedrale stessa.


























Nel presbiterio, un prezioso Coro ligneo
gotico-catalano risalente al 1466.
Sull'altare maggiore:"Cristo risorto con due soldati a
guardia del sepolcro"di Antonello Gagini.





Catino abside: "Il Duomo consegnato al Vescovo dopo la sconfitta dei Saraceni per mano normanna" di Mariano Rossi (1803)


Volta presbiterio: "Assunzione della Vergine tra le Virtù cardinali" (1802)
 dello sciacchitano Mariano Rossi (1731-1807).



Nelle nicchie dell'abside statue degli Apostoli - sormontate da Serafini - scolpite da Antonello Gagini e, sotto, bassorilievi con episodi della vita dei medesimi apostoli (XVI Sec.).



Il presbiterio conserva un candelabro, destinato
al cero pasquale, di pregevole fattura ed il trono
del sovrano che reca decorazioni musive del Sec. XII.

Un tempo dirimpetto a quello reale era posto il 
trono arcivescovile, rimosso da qualche sovrano
indispettito dell'eccessiva potenza politica ed
 economica dei presuli.































Statue dell'antica Tribuna collocate nelle due ali del transetto.



 
Cappella del Battistero: Il Fonte battesimale istoriato con episodi della Bibbia ed i sottostanti simulacri (Sec. XVIII) sono di Filippo e Gaetano Pennino (padre e figlio). Il gruppo scultoreo esibisce otto bassorilievi (Sec.XVIII) e sotto: il melo, il serpente, Adamo, Eva.



Alle spalle del fonte battesimale,
"Battesimo di Gesù"
di Giuseppe Crestadoro (1740-1808)

La "Vergine dormiente"sopra i tre bassorilievi
attribuiti a Fazio e Vincenzo Gagini,
figli del grande Antonello.





 "La Vergine assunta" collocata nella
Cappella della Madonna degli Angeli
dopo lo smantellamento  della tribuna
del Gagini.






 
SX: Cappella di Sant'Antonio da Padova: "Sant'Antonio e Sant'Atanasio Chiaramonte" (1768) di Vito D'Anna, pittore palermitano (1718-1769). DX: "San Benedetto" (1786)
di Mariano Rossi (1731-1807).

 


 
Acquasantiera realizzata nel 1533 da Giuseppe Spatafora e Antonio Ferraro. I bassorilievi rappresentano: " Guarigione del paralitico ad opera di Gesù" " L'acqua che sgorga dalle rocce per intervento di Mosè".  Statuetta della Vergine sul cupolino.


Nella omonima Cappella è esposta la
"Glorificazione di Santa Cristina"

di Giuseppe Velasquez (1750-1827),
insigne pittore palermitano.



"L'Immacolata Concezione "
splendida opera
di maestri argentieri
palermitani del 1600.


 

 
Cappella di San Pietro e Sant'Agata: SX: Altare con decorazioni lignee dorate recanti episodi della sacra Bibbia. DX: Pregiato dipinto di Pietro Martorana (1700-1759): " San Pietro e Sant'Agata".


Nella Cappella della Madonna
Libera Infermi si trova la splendida
statua realizzata nel 1469 da Filippo
Laurana (1430-1502).



Crocifisso trecentesco in legno. La Croce è realizzata in pietra d'agata.
Gaspare Serpotta (1634-1670) è l'autore delle statue della Madonna e della Maddalena.
Il San Giovanni è di Gaspare Guercio (1611-1679).
Nella mezzaluna in alto " Dio tra gli Angeli" di Filippo Quattrocchi nato nel 1738.



L'altare della Cappella che chiude
la navata settentrionale, realizzato nel 1653
in pietre nobili da Cosimo Fanzaga (1591-1678).
Il Tabernacolo custodisce il SS. Sacramento.


 

Le prime due Cappelle della navata lato sud custodiscono le tombe dei re. Ricordiamo Enrico VI e Costanza di Altavilla ( genitori di Federico II); Costanza D'Aragona; lo svevo Federico II (Stupor Mundi); RuggeroII, illuminato sovrano normanno; Guglielmo D'Aragona Duca D'Atene.



Iscrizione marmorea (datata 1255) collocata
sulla parete
di fondo del Duomo (sulle tombe reali).





La Cappella della"Madonna della lettera" con il dipinto dal messinese
Antonio Filocamo (1669-1743)
di richiamo bizantino.


La "Lettera" che si intravede in basso nella tela, nei contenuti, dovrebbe essere quella che, secondo la leggenda, sarebbe pervenuta, nel 42 d. c., da Maria Vergine - ancora vivente - in risposta ai ferventi cristiani di Messina che Le avevano inviato dei messi per conoscerla di persona.
Il rotolo era chiuso con una ciocca di capelli che venne conservata nel Duomo dello Stretto. La "Lettera", scritta in ebraico, nel 1490 fu tradotta in latino dal letterato di origini greche Costantino Lascaris (1434-1501) nel testo che segue:
«Maria Virgo, Joachim Filia, Dei Humilissima, Christi Jesu Crucifixi Mater, ex Tribu Juda, Stirpe David, Messanensibus ominibus salutem, et Dei Patris Omnipotentis benedictionem. Vos omnes fide magna Legatos, ac nuncios per publicum documentum ad nos misisse constat. Filium nostrum Dei genitum Deum, et Hominem esse fatemini et in Caelum post suam Resurrectionem ascendesse, Pauli Apostoli electi praedicatione mediante, viam veritas agnoscentes. Ob quod Vos et ipsam Civitatem benedicimus, cujus perpetuam Protectricem nos esse volumus.
Anno filii Nostri XLII. Indictione I, III Nonas Junii, Luna XXVII feria X, ex Hierosolymis. Maria Virgo quae supra hoc Chirographum approbavit».

Maria Vergine, figlia di Gioacchino, umilissima serva di Dio, Madre di Gesù Crocifisso, della tribù di Giuda, della stirpe di Davide, salute a tutti i Messinesi e benedizione di Dio Padre Onnipotente. Ci consta, per pubblico strumento, che voi tutti con fede grande avete a noi spedito Legati e  Ambasciatori. Confessate che il nostro Figlio, generato da Dio, sia Dio e Uomo, e che dopo la sua risurrezione salì al Cielo, conoscendo voi la via della verità mediante predicazione di Paolo Apostolo eletto. Per questo, benediciamo voi e la stessa città, di cui Noi vogliamo essere perpetua protettrice. 
L’anno di nostro figlio 42. Indizione I, III giorno di giugno, feria X, in Gerusalemme.
Maria Vergine quanto sopra ha approvato, scritto e firmato di sua mano.

(La scritta evidenziata in rosso è visibile alla base della stele con la statua della Vergine che accoglie i naviganti all'imbocco del Porto di Messina).




 
Acquasantiera di Domenico Gagini (1420-1492). Sulla cupoletta: "Angelo dell'Annunciazione".
 


 

Bassorilievi dell'acquasantiera del Gagini: "Benedizione del fonte battesimale" e "Battesimo di Gesù".





 
SX: "Madonna con Bambino, Sant'Ignazio Layola e San Francesco Saverio" del rinomato pittore monrealese Pietro Novelli (1603- 1647). DX: "Martirio di Sant'Oliva" di autore ignoto.

.


 
SX: "Il Beato Pietro Geremia" (1785)  di Antonio Manno (1739-1810).
DX: "Gloria di San Francesco e San Domenico"  di Padre Fedele Tirrito da San Biagio Platani (1717-1801).


"I sette Angeli" di autore ignoto.


















La Cappella delle Sacre Reliquie. Tra le altre, vi sono cutodite le reliquie di Santa Cristina, Santa Ninfa e San Mamilano.


 
SX: Cappella di San Francesco di Paola di gusto barocco con evidenza di marmi mischi.
DX: Episodi della vita di San Francesco di Paola scolpiti da Giambattista Ragusa.



 
SX:"Carità" di Giacchino Vitaliano 1669-1739 (cognato di Giacomo Serpotta).
DX: "Penitenza" di Giambattista Ragusa.

 
La Meridiana risalente al 1801. Realizzata
dall'astronomo Giuseppe Piazzi.


 

Tarsie policrome riproducenti i
Segni zodiacali ( pesci e scorpione)
sull'asse della Meridiana.


Altri segni zodiacali



Cupoletta della navata meridionale 
con un foro da cui a mezzodì un filo
di luce va ad illuminare un segno

  zodiacale della Meridiana.

"Il Palmo" unità di misura in vigore
in Sicilia fino all'unità d'Italia.
La lastra marmorea è collocata a fianco
dell'ultima cappella lato sud in
corrispondenza della Meridiana.


"L'Assunta" di Giuseppe Velasquez (1750-1827).
L'altare dell'Assunta con bassorilievi
 di Antonello Gagini (1478- 1536):
"Vergine dormiente" e " Sante patrone".





 

La Cappella di Santa Rosalia chiude la navata meridionale.



L'urna che custodisce le sacre spoglie di Santa Rosalia venne realizzata da maestri argentieri palermitani su disegno di Mariano Smeriglio.

 

"Santa Rosalia" di Giuseppe Velasquez (1750-1827).

 

 
Bassorilievi di Valerio Villareale (1773-1854)  sulle pareti  della Cappella di Santa Rosalia: "Processione delle sacre spoglie". "Santa rosalia ferma il braccio all'angelo della morte"(1830).


Navata laterale Dx

 

Sul frontone interno del portale principale, stemma
della casa regnante del tempo sostenuto da due angeli.

La sottostante lapide marmorea indica l'anno 1801.


Statua di Santa Rosalia di Bartolomeo Travaglia (1638)
posta nel
vano di accesso alla stanza del Tesoro.



La Cattedrale di Palermo fa parte del Patrimonio dell'Unesco all'interno all'Itinerario Arabo-Normanno che si snoda tra Palermo, Monreale e Cefalù.








Foto e didascalie di Leo Sinzi (zio-silen)

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3 commenti:

Art ha detto...

Che disastro! Cancellata completamente la struttura normanna.
Chissà che meraviglia doveva essere...

Anonimo ha detto...

Sono un Religioso palermitano, e vivo fuori dalla Sicilia da diversi anni, quasi tutti trascorsi in Francia. Voglio felicitarvi e ringraziarvi per la vostra ottima iniziativa, di proporre "Palermo e la palermitanità ai figli di questa città costretti a vivere lontano", cosa che mi permetterà di "respirare aria di casa" nella lontananza, che si suppone definitiva dato che non abbiamo istituti in Sicilia e non ne sono previsti.
I Francesi hanno delle vedute abbastanza ristrette e - oserei dire - boriose: rifiutano ostinatamente di credere che al di là dei loro confini geografici ci possa essere arte, bellezza, cultura, storia... in una parola, civiltà. (Infatti i loro musei sono pieni di roba che la loro soldataglia ha rubato durante le scorribande militari). Della Sicilia dicono "voi avete soltanto delle pietre, e la mafia". Grazie alle vostre bellissime foto, con il pretesto di fare una presentazione fotografica sull'architettura sacra a Palermo (chiaramente gratuita ed ad uso privato, vi rassicuro), daro' una bella lezione di umiltà ai nostri seminaristi.

Soltanto un'osservazione... spesso nelle vostre pagine si fa riferimento all' "oppressione borbonica"... siete veramente sicuri che sotto il regno dei Borboni stessimo peggio che sotto la "dominazione italiana"? Guardate le chiese e i monumenti che quell'epoca ci ha lasciato... da allora, dopo che i savoiardi hanno ciucciato le nostre risorse e ci hanno ridotto a essere una delle regioni più povere della penisola, saremmo più capaci di costruire delle meraviglie simili? Gli spagnoli ci hanno dato, gli italiani ci hanno tolto: qualificare i primi di "oppressori" e i secondi di "liberatori" non mi sembra molto conforme alla realtà storica... ma è solo un'opinione.

Dio vi benedica. Viva Palermo e Santa Rosalia! Anzi: Viva Paliemmu e Santa Rusulia!

Fr. A. M.

zio-silen ha detto...

Ringrazio Fr. A. M. per il commento che in data odierna ha voluto regalarci e gli esprimo il mio apprezzamento per la corretta lettura dello spirito di questo Blog.
Riguardo alla questione di carattere storico, in alcuni post ho solo cercato di interpretare il sentimento del popolo palermitano del tempo, insorto contro gli "ospiti" (immagino) per qualche motivo. Ciò senza nulla togliere ai loro tangibili meriti culturali.


Cordialmente

zio-silen