mercoledì 10 febbraio 2010

CHIESA DI SANTA MARIA DELL'AMMIRAGLIO / MARTORANA

 Prospetto barocco (1740). Progettista: Nicolò Palma

Giorgio d'Antiochia, Ammiraglio di origine siriana, comandante della flotta dell'illuminato re Ruggero II (il normanno), nel 1143 volle che fosse realizzato un meraviglioso edificio di culto cristiano (destinato al rito greco) che potesse competere, quanto a preziosità, con quello di Cefalù voluto dal precitato sovrano. La chiesa, consacrata alla Santa Vergine, prese, pertanto, il nome di "Santa Maria dell'Ammiraglio".
Tuttavia è nota tra i palermitani, e non solo, come " La Martorana" per via del vicino Convento benedettino - nato nel 1394 su impulso della nobildonna Eloisa Martorana - a cui fu concessa, nel 1438, da Alfonso d'Aragona, per consentire alle religiose di officiare i riti liturgici. Diversi sono gli stili con i quali, in epoche diverse, è stato strutturato e decorato il tempio normanno: l'antica Basilica bizantina, chiusa da quattro archi ogivali che poggiano su altrettante colonne e riccamente decorata - secondo l' usanza di Bisanzio - con mosaici (a detta degli esperti, i più antichi della Sicilia) in cui domina l'oro; gli archi ogivali che reggono la cupola e le sovrastanti nicchie e finestre  di matrice araba; l'Abside e il presbiterio, di forma rettangolare, ricco di marmi e stucchi di chiara impronta barocca; l'antico atrio con nartece (vestibolo), chiuso nel 1588 e coperto con volte a crociera affrescate da insigni pittori settecenteschi quali Gugliemo Borremans e Olivio Sozzi. Nell'atrio si accede dall'antica torre campanaria (coeva, quantomeno con i primi due ordini, della chiesa bizantina). In quest'ultima zona dell'edificio, oltre i pregevoli affreschi si può ammirare il coro delle monache, una porta lignea intarsiata di mano fatimita, l'immagine musiva con Giorgio d'Antiochia e la Vergine e quella che reca l'incoronazione di Ruggero II, il dipinto raffigurante la Madonna del Rosario dello Zoppo di Gangi e due colonnine con scritte arabe.
Nella Martorana, che sovrasta la centralissima piazza Bellini, oggi si svolgono funzioni di rito greco-ortodosso.


L'ESTERNO

Portale manieristico-barocco





Torre campanaria: quattro ordini
di cui i primi due risalgono al XII Sec.

Elementi di rilievo: le bifore,
le colonnine angolari, le tarsie policrome.
Particolare della torre: bifora bugnata



Parte della facciata originaria
con cupoletta (XII Sec.).
Stile fatimita.


 

    
SX: La facciata normanna chiusa da una epigrafe in greco antico (La chiesa in origine era stata destinata al rito greco)
DX: Epigrafe in caratteri greci recante il nome di Giorgio d'Antiochia e la dedica alla Santa Vergine.


Fascia ornamentale intarsiata
con motivi floreali e scene di caccia


INTERNO BIZANTINO

Le colonne della chiesa bizantina
a sostegno di archi a sesto acuto




Immagini musive (XII Sec.)



Mosaici bizantini con dominanza di tessere d'oro.
Al centro: "L'Annunciazione"




SX:Raffigurazione musiva di San Paolo e San Giacomo
DX: San Tommaso e San Filippo




SX :Raffigurazione musiva di San Pietro e Sant'Andrea
DX: San Simone e San Bartolomeo



Mosaici con San Ciro e San Gregorio.
Nel tondo:
San Ermolao




Mosaici della cupola: Cristo Pantocratore e Arcangeli.
Mosaici del tamburo: I Profeti Daniele, David, Elia,
Eliseo, Geremia, Isaia, Mosè, Zaccaria.
Mosaici delle 4 nicchie: Gli Evangelisti Marco,
Luca, Matteo e Giovanni.

Nella Cupola: il Cristo Pantocratore, inusuale immagine a figura intera, seduto in trono, benedicente e con i piedi poggiati sul mondo. Sotto, genuflessi, gli  Arcangeli Gabriele, Michele, Uriele e Raffaele.


 
 SX : Mosaici della volta: Natività e Dormienza della Vergine Maria


Mosaici che dominamo le absidi delle navate laterali : Sant'Anna (SX) e San Gioacchino (DX).


Il pavimento con mosaici e tarsie marmoree.


 
Immagini votive realizzata a mosaico (XII Sec.): "Ruggero II incoronato da Cristo" e "Giorgio d'Antiochia in adorazione della Madonna".
La pergamena in mano alla Vergine affermerebbe che l' Ammiraglio ha costruito la Chiesa dalle fondamenta.


INTERNO BAROCCO


SX: L'Abside ed il presbiterio ricostruiti a fine seicento, in stile barocco, conabbondante uso di stucchi e marmi mischi. DX: Il tabernacolo barocco realizzato in bronzo ed arricchito di lapislazzuli.



Stucco ornamentale del presbiterio
raffigurante
Santa Rosalia,
Patrona della città di Palermo



Stucchi sulle pareti del presbiterio.


Volta del Presbiterio: "La Gloria dell'Ordine benedettino" ( Sec.XVIII) di Antonio Grano



Nell' abside: "L'Ascensione" di Vincenzo da Pavia (1533)


Pregiata tela d'epoca con i Santi Giuda e Simeone
collocata nella navata destra
.


INTERNO SETTECENTESCO


 
SX: Sottocoro con volte a crociera e affreschi settecenteschi
DX: La grata dorata, di mirabile fattura,che chiude il coro delle benedettine (1588)










Affreschi settecenteshi
nelle volte a crociera del sottocoro




Santa Rosalia e Santa Cita del Borremans



Santa Cristina, Santa Oliva




"La Madonna del Rosario" (XVII Sec.)
di Giuseppe Salerno detto Lo Zoppo di Gangi






Colonnine con iscrizione araba.




Iscrizione in lingua araba (particolare)





 
SX: Anta destra della porta lignea di mano fatimita (XII Sec.) DX: Intarsio della porta fatimita (particolare)




Foto e didascalie di Peppino C./zio-silen

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