venerdì 5 febbraio 2010

Chiesa,Torre e Cripta di San Nicolò di Bari all'Albergheria

 Ubicata nel quartiere dell'Albergheria, a pochi passo dall'accesso ovest al Mercato di Ballarò, la Chiesa di San Nicolò, risale al XIII Sec..





Un'edicola di gusto barocco, posta tra l'architrave
e la sovrastante finestra, ospita l'effige marmorea dell'Immacolata Concezione. I prospetti semplici e lineari presentano tracce di archi  riconducibili all'antica struttura medievale.




























L'interno, originariamente con archi ogivali sostenuti da colonne, nel settecento venne ristrutturato nelle tre navate attuali. Con interventi successivi tutte le superfici furono ricoperte con un anonimo strato di intonaco bianco rotto nell'abside da lesene decorative e stucchi con angioletti. Sull'abside stucchi con nuvolette e angeli attorno alla scritta Javhè da cui si dipartono i raggi d'oro simbolo della divinità.




Sull'altare in marmi policromi a sinistra del transetto tela con "San Nicola di Bari". Sul lato destro del transetto, uno splendido Crocifisso ligneo del '600, dagli esperti attribuito al Frate francescano Innocenzo da Petralia n.1592 m.1648, discepolo del più noto Frate Umile da Petralia.

Navata destra chiusa da una cappella.


























Navata sinistra. La Bellissima statua lignea dell'Immacolata Concezione
è collocata nella nicchia con colonnine ricavata sul fondo.

Particolare della navata di destra con il monumento commerativo (1928) di Corrado e Giuseppe Lancia di Brolo che legarono il loro patrimonio ai poveri della Parrocchia di San Nicolò di Bari. Il nome dell'autore, scarsamente visibile, è inciso sul basamento. Ben visibili le linee della volta a crociera.














Pulpito ligneo con intagli dorati. Statua lignea della Madonna con Bambino
e Angeli per le Processioni dei fedeli.

















La profondità della falsa cupola si deve alla prospettiva pittorica. Affreschi floreali.Antico fonte battesimale.

CRIPTA
 






 
 








 Il pavimento dell'aula (navata destra) mostra una botola - solitamente coperta con lastre - che, tramite una ripida scaletta, conduce al settore della cripta con le due camere di scolo degli umori cadaverici e di essiccazione dei cadaveri.


 

 


La seconda scala di accesso alla Cripta (in asse con la prima, ma ricavata sul lato opposto della navata di destra) si immerge nel pavimento protetta da una ringhiera in ferro battuto. L'ampio spazio sepolcrale presenta un altare su un lato corto ed una serie di loculi con poggiatesta in pietra su quelli lunghi e sul fondo. I religiosi vi vennnero tumulati fino al 1864, anno in cui divenne esecutivo, per ragioni di igiene pubblica, il divieto di sepoltura negli ambienti ricavati sotto le Chiese.


TORRE MEDIEVALE
 La torre trecentesca, realizzata in conci di tufo perfettamente assemblati, nacque per finalità di difesa cittadina unitamente ad altre dieci analoghe strutture; venne gestita dalla Universitas Civium, Organo amministrativo - composto da Consiglio e Senato cittadini - nato con l'avvento dei "Comuni" dopo i Vespri siciliani e la cacciata degli angioini; vi fu assegnato un manipolo di armigeri che, sul terrazzo d'attico, disponeva di strumenti atti a segnalare eventuali pericoli.
Nel 1518 il Senato autorizzò l'inserimento di un orologio (rimosso nel 1960 ca.) che - si narra nel Quartiere - tormentò per tanti lustri le notti dei "Briarioti", battendo alla seconda ora i cinquantadue rintocchi della cosidetta "castiddrana", una sorta di coprifuoco.


Una scaletta con doppia rampa conduce dall'ingresso,
posto nell'ammezzato, al locale del secondo ordine che,
con quelli del terzo e quarto ordine, fungeva da alloggio
per gli armigeri e da magazzino.
 
Una stretta scala elicoidale parte dalla saletta del secondo piano
 per snodarsi lungo l'asse cilindrico fino al terrazzo.



I locali della Torre presentano volta a crociera.


Finestra strombata.



 Una minuta finestrella ossigena l'impervia salita.


 La torre, all'altezza del terzo ordine, fu abbellita con bifore
 esternamente chiuse da archi ogivali decorati
con un alternarsi di tarsie bicolori.


Lungo la scaletta elicoidale si incontra queta
decorazione floreale di richiamo fatimita.


 
Nei muri del quarto piano si aprono tre grandi monofore.


 La Torre ospita anche eventi culturali: lo scrivente, durante una visita, ha potuto ammirare alcune opere dello scultore palermitano contemporaneo Filippo Leto.




Il terrazzo d'attico accoglie tre grandi campane.



 

Dall'attico si può ammirare la città a tutto tondo.




 In questa immagine: il Grattacielo INA; Il tiburio della cupola del SS. Salvatore; il Teatro Massimo e la Torre della Caserma centrale dei VV.FF..



Il visitatore affronta i 115 gradini della discesa sostenuto dal piacere 
delle meravigliose visioni panoramiche appena lasciate.


La Torre di guardia in origine costituiva un corpo a sé stante staccato dalla chiesa. Nel XVI secolo, mutate le sigenze difensive, l'edificio di culto venne addossato all'alta struttura facendone il proprio campanile.





Foto e didascalie di Leo Sinzi (zio-silen)

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