mercoledì 30 dicembre 2009

Anno nuovo 'n mezzu 'a munnizza


Le strade continuano ad essere invase dai rifiuti; i microcefali continuano ad incendiare cassonetti ammorbando l'aria di miasmi venefici; il Comune continua ad aumentare le tasse per un servizio carente e spesso negato; i responsabili di tanto sfacelo continuano ad ingrassarsi nell'ombra, sicuri dell'impunità. E noi cittadini, come un branco di somari oppressi da pastoie secolari, accettiamo, rassegnati e stanchi, tale degrado, certi che il nuovo anno sarà peggiore del vecchio. Ma la speranza non deve morire: prima o poi (forse con l'intervento della Santuzza) la munnizza sparirà e con essa gli incapaci gestori della cosa pubblica.
Auguro a tutti coloro che sono costretti a convivere con montagne di sacchetti traboccanti di pattume un 2010 lindo e profumato. Dedico loro i seguenti versi:


Palermu arti e munnizza


Palermu matri fu d'arti e sapìri,

cannìstru ri biddizza a nun finìri.
Un ventu tintu 'na maaria cci fici:
'a ggenti pari comu... nun si rici.
Dintra 'u Palazzu si mancia e... chi sfrazzu!
'n chiazza sulu pitittu (sugnu pazzu?).
Passiannu pi' li strati, 'a carni arrizza,
o' furasteri cci ramu munnizza.

zio-silen

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