martedì 13 ottobre 2009

Le poesie di Leo Sinzi: "Il fiume: passatista monti-mare"



Il fiume: passatista monti-mare

L'eco ruscella in pianto, materna Madonìa
che affidi al cieco invitto - vegliardo malandrino -
il figlio petralino.

Vien di conserva il cielo: mille conturbazioni
la luna che mi abbaglia, il verso dell'airone.

Eclissa il corso - ahimé! -, s'abbuia nelle ore
più tempestose, e allora
borboglio nel mio volo; m'ingrotto, poi riaffioro.

...

Trepido mi confondo con Dione, fausta diva
dell'acque e dell'amore. Profuma la sua valle
di tigli e fondi umori. Trascendo. Lascio un fiore.

Sull'ansa - che ricorre - sventaglio, incurvo. 'Fletto
l'ontano, il pioppo, il sàlice - l'opale d'arco. Gli ori
fluenti s'affamigliano, del sogno portatori.

...

I rivoli piovani s'attardano per via.

L'imboccatura scarto. D'impeto viro. Rabbia
discioglie la risacca: son dolce... lei m'insabbia.

(Un balenìo di stelle). Increspo verso il monte
e, riversando, spiro... cullato dalle onde.




Versi di Leo Sinzi (zio-silen)



Si ricorda che la violazione del diritto d'autore (copyright) è perseguibile a norma di legge.

Nessun commento: