mercoledì 23 settembre 2009

SONETTO CAUDATO: "Modernista a chi?"






Modernista a chi?

Ricerca di parole l'alchimia
cantore ricco d'acari di boria,
di versi muti frutto d'anomia,
d'inverni caldi di cotanta gloria.

Vergin aedo, nudo di corazza,
all’esegeta in ceppi si vendea;
l'infante (or) sol di scherno si sollazza
e, scapigliato, fustiga la Dea.

Il vento porge resti d'origami
al bardo – ‘fior di penna’ - senza l’ali.
L'Aquila grida per i giorni grami,

corona in capo, spande l'oro santo,
s’avventa, strappa ai tumidi reali
la lingua, la spada, il rosso manto.

Sepolto, senza pianto,
il canto dei seguaci del "mal detto",
rivive la rima di un sonetto.





Versi di Peppino C./zio-silen

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