lunedì 17 agosto 2009

INQUINAMENTO ACUSTICO AD ALTAVILLA M.


Da diversi anni, i mesi di giugno, luglio ed agosto si sono trasformati per i residenti di alcune zone della campagna di Altavilla Milicia in un periodo di espiazione dei peccati commessi nei rimanenti nove mesi dell'anno: il tormento quotidiano è assicurato dall'inquinamento acustico. Sono sorte delle strutture ricettive, solitamente costituite da tre casettine dai tetti aguzzi, un verde praticello e una esigua piscina, i cui avveduti gestori sono convinti che per assicurare relax e divertimento agli ignari avventori occorre rimbambirli di musica sparata a volume altissimo per gran parte del giorno e della notte. Ascoltare il cinguettio di un uccello, il frinire di una cicala, lo stormire delle foglie o semplicemente il dolce suono del silenzio è considerato bestemmia da questi arguti esperti del divertimento spicciolo. Per loro il massimo della goduria è fare la prima colazione al ritmo della pachanga; in piscina, dondolarsi sulle brodose acque cullati da melodie napoletane; a pranzo, spaghetti conditi con rock duro per agevolare la pennichella pomeridiana; il pomeriggio, spazio ad improbabili esperti di danza che urlano al microfono ordini perentori ai quattro eroi che, a tre passi da loro, si cimentano nel ballo acquatico; la sera, nulla di meglio di una cena al lume dei fari alogeni con sarabanda di tecno music e, per finire , notte magica con stornelli, mazurche e "ciuri ciuri". Ovviamente la gradevolezza di tali maratone musicali "no stop" viene migliorata con l'accurarta regolazione dei diffusori acustici in modo da esaltare le note più basse che meglio conciliano, con un cadenzato "bum bum", il sonno di quelle centinaia di involontari ascoltatori che hanno avuto la fortuna di abitare nelle villette vicine al beneamato, altruista, sensibile dispensatore di cotanta grazia.

zio-silen.

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