venerdì 2 gennaio 2009

RIFLESSIONI DI UN PALERMITANO A FIRENZE

Tempi di magra per la cultura, la scienza
e, soprattutto, la politica italiana.
Salvo rare eccezioni, impera la mediocrità,
con rovinose conseguenze per il Paese ed
i suoi cittadini.
Eppure l'Italia ha conosciuto un' età dell'oro,
godendo della proficua presenza di geni e talenti.
Talune statue poste all'esterno degli Uffizi,
a Firenze, ricordano tale periodo aureo
mentre dall'alto dei piedistalli ci scrutano
con commiserazione.

















































Foto di zio-silen & son

1 commento:

Giò ha detto...

Le grandi menti del passato che resteranno come figure geniali indelebili del nostro patrimonio artistico/culturale/letterrario ecc..,hanno espresso tutti in maniera personale il loro talento,
combattendo a volte contro la mediocrità, l'ignoranza, e la diffidenza di chi li circondava.
C'era sete di conoscenza, gusto del bello, culto delle proprie passioni.
La "modernità" dei ns. tempi,
che ci obbliga a trascorrere la vita in maniera frenetica, scandita
da orari di lavoro o da attività consumistiche, ha contribuito
ad un appiattimento del libero sfogo delle menti, smorzando o spegnendo le luci delle arti che hanno bisogno, ahimé, di ossigeno continuo.
Sicuramente le eccezioni ci sono e ci saranno e ne sarà testimone chi scriverà la storia dei ns. tempi.
Si potrebbe aprire un altro dibattito: sarà vero progresso?
O siamo soltanto più belli, più longevi, più agiati, ma anche più poveri dentro?