venerdì 5 dicembre 2008

Cuntu: " ESTATE MOLESTA"

Breve racconto in versi di zio-silen, ispirato dai festaioli notturni che riservano a loro stessi "solo" il divertimento e, "generosamente", regalano ai vicini i disagi dell' inquinamento acustico e, talvolta, gli incubi.


Stanche le membra
per l' operar del dì
tendo a Morfeo le braccia

ma il barbaro s'appresta,
strappa il bambino al sogno,
sordo all' uman desìo
chiama all'infernal sabba.

L'orda selvaggia s'agita
al suono dei tamburi,
urla, schiamazza
e anela l'orrida danza.

L'aria di sdegno vibra,
trema l'ulivo e l'olmo,
lascia il nido l'allodola
l' ala distende attonita.

Neri vampiri scrutano
anime ignare e perse.

L'orda, da Bacco vinta,
molla l'assedio e fugge
verso l'avito anfratto.

Stretta la mano all'oro,
il barbaro s'intana,
smette il beffardo ghigno,
ride al latrar dei cani.

Timido affiora il sole:
forse reca la pace ?

Mera illusion si svela:
chiuso nella sua stia
il re pennuto canta...
si tace... poi ricanta...

versi di zio-silen.

3 commenti:

giovanna ha detto...

Complimenti sempre a zio Silen,
per l'accattivante stesura in versi che riesce a coinvolgere il lettore.

I ritrovi serali estivi all'aperto , corredati di musica a
prova di "decibel", dovrebbero avere una allocazione distante dai
vicini centri abitati.
E' chiaro che la musica,ad una certa intensità e fino ad una certa ora, puo' essere un piacevole accompagnamento serale durante una cena in terrazza, ma oltre un certo limite di orario essa puo diventare una nefasta compagna di sventura per il riposo notturno.

Il punto è: chi concede l'autorizzazione locale per l'espletamento di queste attività all'aperto ? C'è un tacito assenso
da parte di tutta la comunità circostante? O tutti si lamentano
e nessuno prende posizione?

I misteri siciliani....

Zio Silen ha detto...

Ringrazio Giovanna, ogni parola di apprezzamento mi incoraggia e mi spinge a continuare.

Peter ha detto...

Mi associo pienamente a quanto dichiarato da Giovanna, apparentemente sembra che la legge ci dia qualche speranza:


Stralcio dal Corriere della Sera di Lorenzo Salvia (6 luglio 2004)
LEGGE - Il rumore viene considerato a tutti gli effetti una forma di inquinamento. In Italia i primi limiti sono stati introdotti nel 1995: 65 decibel di giorno, 55 di notte. Due anni dopo la legge è stata affinata con valori diversi a seconda del tipo di zona: 50 decibel di giorno e 40 di notte per ospedali, scuole a parchi; 55 e 45 per le aree residenziali; 60 e 50 per quelle miste (uffici e abitazioni); 70 e 60 per quelle prevalentemente industriali. Sono i Comuni stessi a dover classificare il territorio: dire cioè quali sono le aree residenziali, quelle industriali, quelle miste.


E qui cominciano i guai. In quale zona rientra lo Sperone? O meglio, il Comune si è adeguato alla nuova normativa?