martedì 16 dicembre 2008

MARCHIO D.O.C. NELLA POLITICA ITALIANA

"Obama non lo farebbe mai..", " Ve lo immaginate Sarkozy affermare ciò..."," La Merkel si comporterebbe in modo diametralmente opposto...", " Brown ha deciso diversamente..".
Sono alcune delle affermazioni che sedicenti esperti di analisi politica, quotidianamente, ci ammaniscono dagli schermi televisivi.
Da" man in the street " (uomo della strada) mi domando per quale ragione i nostri governanti dovrebbero copiare nelle affermazioni, nei comportamenti, nelle funzioni pubbliche i loro omologhi stranieri.
Un saggio diceva " non datemi consigli, so sbagliare da solo ". Allora, suggerirei ai malati di esterofilia di curarsi con massicce dosi di " made in Italy", con una full immersion nell' arte, nella cultura, nella storia politica nostrana.
Occorre rivalutare la fantasia, la non omologazione, il polticamente scorretto.
Bisogna apprezzare l'originalità di chi, nel panorama internazionale, pur muovendosi con la grazia di un elefante, sa far valere il suo essere italiano.
E' necessario manifestare il proprio sconcerto per il piatto grigiore di alcuni politici, per la loro seriosità, per il politically correct ideologico di cui sono portatori.
In tempi di crisi anche l'ottimismo aiuta.
In politica, pertanto, esigiamo il marchio D.O.C., difendiamo il copyright tricolore.


Scatti di zio-silen& son.

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