giovedì 20 novembre 2008

L'ANGOLO DELLA POESIA: " ACQUE DELL'ALCANTARA"

Scatti di un palermitano alle falde dell'Etna e suo breve racconto in versi.


ACQUE DELL'ALCANTARA


Tumultuose acque scorrono limpide,
spumeggianti nei voli:
vanno per clivi,
conquistano la valle,
stanche si chetano.
Brividi mi accolgono al lavacro:
combatto il gelo
e ascendo l'eroso solco,
agognando la meta.
Sculture di roccia mirano severe.
La nera montagna urla e s'arrossa.






Sulle pendici dell'Etna, a 1200 m di altezza, si possono ammirare le Gole dell'Alcantara, situate nella valle dell'omonimo fiume, sono alte fino a 25 m e larghe da 2 a 5 metri. Si ipotizza che il canyon non sia stato scavato dall'acqua ma che sia nato da un terremoto che spaccò in due una colata lavica facendo spazio al fiume.
Le pareti, infatti, non risultano levigate. Presentano invece delle forme prismatiche pentagonali ed esagonali proprie della materia che le costituiscono.
Nella bella stagione le gole sono percorribili per circa 200 metri calzando degli stivali ascellari forniti in loco. Gli escursionisti più temerari, muniti di muta, possono percorrere alcuni tratti a nuoto.




















Versi di Peppino C./zio-silen

1 commento:

peter ha detto...

LA LEGGENDA narra di un fiume placido e tranquillo, senza scosse, ripide e/o salti: L'Alcantara.

Nella vicina valle, vivevano due fratelli che coltivavano lo stesso campo di grano.
Al momento di spartire il raccolto il contadino sano (l'altro era cieco) prese il mojo e spinto dalla malvagità, riservò per sè gran parte del raccolto.
Un'aquila che volava sopra di loro vide e riferì tutto al Signore, che punì il malfattore fulminandolo.
Il fulmine colpì anche il mucchio di grano, ingiustamente accumulato, che si trasformò allora in una montagna di terra rossa dalla quale, sbuffando, usci un fiume di lava che arrivò fino al mare.
Così si formarono le gole dell'Alcantara.

Leggenda tratta dal libro Al Qantarah
di L. Danzuso e E. Zinna.