giovedì 30 ottobre 2008

LA LOGGIA DELLA INCORONAZIONE e LO ARCIVESCOVADO NUOVO (1460)

I re siciliani, successivamente all'incoronazione nella Cattedrale, usavano concedersi alla folla dei sudditi affacciandosi dallo spazio sopraelevato che assunse il nome di "Loggia dell'Incoronazione". La Loggia e l'attigua cappella coeva della Cattedrale (Sec XII), volute dall'Arcivecovo Gualtiero Offamilio, erano collegate al grande tempio normanno tramite un portico che grazie alla copertura assicurava a reali, cortigiani e clero di spostarsi da un luogo all'altro anche con condizioni climatiche avverse e, per ragioni di sicurezza, a distanza dalla folla. Tale portico potrebbe far parte di quella arteria di cui scrissero illustri viaggiatori, cronisti e storiografi, quali Ibn Jobair (XII Sec.), Ugo Falcando (1190), Tommaso Fazello (frate dominicano 1498-1570), Giovan Francesco Pugnatore (1583), Vincenzo Di Giovanni (vissuto a cavallo dei secoli XVI e XVII, morto il 1627), Michele Amari (1880), conosciuta come la "Via Coperta" che partendo dalla Torre Pisana del Palazzo Reale si estendeva fino a porta Sant'Agata (a quel tempo ubicata nei pressi del sito ove tutt'oggi sorge la Chiesa di Sant'Agata alla Guilla), passando per l'Arcivescovado Vecchio e la Cattedrale.
La Loggia, nel Sec. XVI, fu fornita dell'imponente balaustra.





(Testo e foto di zio-silen)

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